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Covid, Berlusconi e Salvini: “Produrli anche in Italia, ok a Sputnik V”

Berlusconi prepara la strada a Draghi classe dirigente lontana dai
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Il primo antidoto all’emergenza sanitaria ed economica è il piano vaccini. Così Silvio Berlusconi. “Sono stato il primo, un anno fa, a firmare con Antonio Tajani e tutti gli eurodeputati di Forza Italia, una interrogazione con la quale chiedevamo alla Commissione europea di creare un coordinamento europeo anche sul tema della sanità”, aggiunge.    

“L’Unione europea è partita bene, ma poi si è  persa per strada – osserva -. Abbiamo chiesto che vengano fatti rispettare i contratti e che si pretenda che le case farmaceutiche diano seguito agli impegni presi.Servono vaccini in Italia e bisogna somministrarli nelle zone dove il virus corre di più per fermarne l’espansione. Israele e Gran Bretagna dimostrano che i contagi si possono fermare grazie ai vaccini”.    

“Ci sono due azioni da mettere in campo: predisporsi per realizzare, acquistando i brevetti e gli strumenti, il vaccino anche in Italia. L’altra azione riguarda l’approvazione del vaccino russo, chiamato Sputnik, che, secondo gli esperti, funziona benissimo, ma è in attesa dell’approvazione da parte delle autorità europee. Quando arriveranno, quando finalmente ci sarà anche quello diJohnson and Johnson, dovranno essere distribuiti rapidamente”, dice Berlusconi.   

“Era necessario che si mettesse in campo una struttura più efficiente per la somministrazione. Il Piano vaccini scritto  da Forza Italia dimostra che è possibile somministrare 500 mila fiale al giorno creando una rete pubblica-privata, civile e militare che collaborino in maniera armonica. Seguendo il nostro piano avremmo l’80% della popolazione vaccinata entro agosto”, sottolinea l’ex premier.    

“Ci sono molti fenomeni che destano preoccupazione. La chiusura delle scuole rappresenta un grosso sacrificio per i bambini e per le loro famiglie, il ritorno alle zone rosse, un anno dopo il primo lockdown, getta nello sconforto migliaia di imprenditori e interi settori, come quello del turismo, che speravano di poter ripartire”, conclude. 

Un pressing che parte dal Cavaliere e arriva a Matteo Salvini, che vorrebbe iniziare con le prime somministrazioni agli italiani che vivono o lavorano vicino alla Repubblica di San Marino, dove già è in uso lo Sputnik. In realtà, il vaccino russo non è stato autorizzato dall’agenzia europea – l’Ema – perché Mosca non ha mai consentito le ispezioni nei propri centri di produzione.

Vaccino, sondaggio: il 62% dei russi non vuole lo Sputnik V

Secondo un sondaggio indipendente,  quasi due terzi dei russi non sono disposti a ricevere il vaccino russo Sputnik V, e circa lo stesso numero crede che il nuovo coronavirus sia stato creato artificialmente come arma biologica. Il Centro Levada ha condotto un sondaggio il mese scorso. I risultati dicono che il 62% delle persone non voleva prendere il vaccino prodotto in Russia, e che i più riluttanti sono i giovani dai 18 ai 24 anni. La maggior parte degli intervistati ha citato gli effetti collaterali – che possono includere febbre e stanchezza – come la ragione principale per non volersi vaccinare.    Il sondaggio, su un campione di 1.601 persone in 50 regioni, ha anche rivelato che il 64% delle persone pensa che il nuovo coronavirus sia stato creato come arma biologica.





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