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frutta, verdura, carni bianche e Taekwondo

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Zlatan Ibrahimovic, a 39 anni, sfida la legge del tempo. Anche grazie alla sua ossessione per la dieta..

Un dio e la sua dieta. L’alimentazione di Zlatan Ibrahimovic è curata e studiata: abbondano carni bianche, bresaola, frutta e verdure fresche. Semaforo rosso per il cibo surgelato, incluso il gelato, niente pasta. I carboidrati necessari al suo piano alimentare li ottiene in maggior parte dai cereali. Niente zuccheri raffinati , permessa la pizza come cibo ricompensa e un pasto libero a settimana.

OSSESSIONE – L’ossessione del fuoriclasse milanista per la corretta alimentazione risale ai tempi della Juventus ed è proseguita negli anni. Sembra che al Psg arrivò a litigare per l’assenza di frutta e verdura fresca nel centro di allenamento del club francese. Da allora, e non si sa se sia la verità o una leggenda metropolitana, si racconta che tutti i giorni il cuoco dei parigini iniziò a frequentare le bancarelle del mercato di Saint Germain en Laye, alla periferia della capitale, non distante dal centro di allenamento. Sui benefici della dieta di Zlatan abbiamo chiesto lumi a Luca Colucci, biologo nutrizionista.

I BENEFICI – “Avere una dieta equilibrata e ben calibrata in base alla necessità – ci spiega Colucci – “è essenziale per massimizzare le prestazioni sportive, evitare carenze nutrizionali e avitaminosi. Se gli atleti seguono un piano vario e ricco di alimenti potenziativi, raggiungono un livello di benessere psicofisico superiore e ottengono performance migliori. Proteine da carni magre e selezionate, meglio se Grass Fed, di animali alimentati in modo naturale, permettono di rifornire i muscoli di aminoacidi essenziali e di evitare un carico eccessivo  di scorie. Incrementare le fonti alimentari di origine vegetale, con  frutta  e  verdure fresche,  permette di ricaricare il corpo con dosi elevate di micronutrienti, senza appesantirlo, e di mantenere basso lo stress ossidativo”.

MENO INFIAMMAZIONI – “La riduzione di zuccheri raffinati – aggiunge il biologo nutrizionista – abbassa il carico infiammatorio, responsabile di un danno costante e subdolo a carico di cellule e tessuti. I carboidrati sono però essenziali per chi pratica sport: a livello delle cellule muscolari favoriscono l’assimilazione dei mattoncini che compongono le proteine. Assumere troppi dolci, oppure bibite gassate, pasta e pane bianchi, rende più stanchi, di cattivo umore, annebbia la mente, porta al “brain fog”, la nebbia mentale.

FRUTTA E VERDURA E PASTO LIBERO – “Prediligere carboidrati e zuccheri di migliore qualità contenuti in frutta e verdura,  cereali  integrali di grani antichi e pseudo-cereali quali quinoa, amaranto, grano saraceno, chia – continua Colucci – permette di ricaricare e rigenerare l’organismo in maniera più efficace e leggera, di avere mente lucida, e un più rapido recupero nel post-allenamento. La pizza, come  pasto premio o libero, è essenziale per uno stile di vita alimentare sostenibile e bilanciato a lungo termine. Questo break gratifica, permette di vivere il cibo in maniera serena, riduce il livello di stress. Il pasto libero ha un valore motivazionale importante: consente di rimanere a dieta senza sentirsi a dieta e va a consolidare la capacità di gestire un modello alimentare equilibrato. È bene pianificare uno strappo alla regola almeno una volta a settimana per ricaricare il corpo e liberare la mente dal continuo programmare quali alimenti e in quali dosi. Mangiare in libertà per una occasione specifica non significa abbuffarsi, ma permette di ritrovare la libertà e la serenità di nutrirsi, meglio se in compagnia”.

POCO SALE E RIGORE MENTALE –  Ma Ibra non cura solo l’alimentazione. Oltre agli allenamenti di routine, educa mente e muscoli con il rigore del taekwondo, l’arte marziale, passione che ha sin da bambino e che ha trasmesso ai figli. Se una corretta e rigorosa alimentazione serve al corpo, le arti marziali migliorano l’elasticità dei muscoli, tutto merito delle mosse acrobatiche e dei calci volanti usati nei combattimenti. Tecniche precise che, a volte, si sono tradotte in gol: la famosa rete di tacco segnata contro l’Italia all’Europeo del 2004 in Portogallo o alcuni goal in girata, colpendo il pallone con strepitose rotazioni del piede al di sopra delle teste dei suoi avversari.

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