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I dolori della mediana tra infortuni e flop. Ramsey e Rabiot in cerca di riscatto

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Virus per Fagioli, Bentancur non al top: Pirlo deve affidarsi ancora ai due parametri zero, finora deludenti

La politica dei parametri zero non dà sempre gli stessi frutti. Qualche anno fa la Juventus prese a scadenza Andrea Pirlo e Paul Pogba, costruendo un centrocampo da finale di Champions, con l’aggiunta di Vidal e Marchisio. Fabio Paratici ci ha riprovato assicurando alla Signora senza spese del cartellino Aaron Ramsey e Adrien Rabiot, ma i risultati non sono stati altrettanto soddisfacenti. Costo zero (o quasi, perché poi ci sono le commissioni per gli agenti) ma stipendio alto (7 milioni annui a testa) e rendimento non proporzionato alle aspettative (e all’investimento): ecco perché il gallese e il francese, entrambi al secondo anno in bianconero, sono finiti nel mirino dei tifosi, che sognano Aouar (Lione) e l’ex Pogba e non disdegnerebbero Locatelli del Sassuolo (pallino di Pirlo) per la prossima annata, magari da inserire al posto loro. La prima stagione (con Sarri in panchina) era stata deludente per entrambi, Andrea Pirlo ha provato a rivitalizzarli mettendoli al centro del suo progetto di centrocampo e all’inizio sembrava quasi esserci riuscito, ma tra infortuni (per Ramsey) e prestazioni altalenanti (per Rabiot) il momento non è dei più felici.

In realtà non è un buon periodo in generale per tutto il centrocampo, visto che Pirlo ogni giorno deve fare i conti con vari acciacchi e in 7 mesi non ha ancora trovato l’assetto giusto. Tutta «colpa» dell’infortunio di Arthur, che è alle prese con una fastidiosa calcificazione tra tibia e perone che gli provoca molto dolore e gli impedisce di allenarsi. Il brasiliano si sta curando e spera di rientrare il prima possibile (possibilità minime di rivederlo martedì prossimo con il Porto), nel frattempo però la sua assenza prolungata ha scombinato i piani del tecnico, che con l’ex Barça accanto a Bentancur e McKennie aveva raggiunto un compromesso accettabile per ovviare alla mancanza di un play. Le soluzioni proposte finora non hanno convinto, soprattutto il trio Bentancur-Rabiot-Ramesy (col gallese in versione rifinitore alle spalle di Ronaldo) schierato con il Verona, perché sia l’uruguaiano sia il francese patiscono in un centrocampo a due.

Stasera con lo Spezia Pirlo potrebbe cambiare ancora: l’idea di partenza era quella di dare fiducia all’Under 23 Fagioli, che già in Coppa Italia e nello spezzone di partita giocato col Crotone ha dimostrato di avere piedi e testa da regista, però un virus lo ha messo k.o.: «Ha avuto un problemino intestinale — ha spiegato Pirlo — perciò è stato a riposo. Speriamo possa stare meglio domani (oggi, ndr)». Perciò la novità rispetto al Bentegodi potrebbe essere McKennie, anche lui non al top: «Viene da tante partite e dopo un po’ che gioca si riacutizza questo problemino (all’anca, ndr). Avrebbe bisogno di riposo, ma in questo periodo abbiamo bisogno del suo apporto, anche solo per pochi minuti». Il rebus verrà risolto solo stamattina, dopo la rifinitura alla Continassa: se il texano ce la farà, stavolta il turno di riposo potrebbe toccare a Bentancur, reduce dall’influenza e un po’ affaticato per i tanti minuti giocati (2217 in stagione, è il centrocampista più utilizzato), mentre Rabiot e Ramsey (che ha giocato due gare di fila da titolare dopo il rientro dall’infortunio) avranno un’altra occasione per cercare di convincere i tifosi.

Oltre alla mancanza di creatività (tranne Arthur, Pirlo ha a disposizione tutte mezzali con caratteristiche simili), l’altra piaga che affligge la mediana è la penuria di gol: McKennie è il centrocampista che ha segnato di più (5 centri) e Bentancur l’unico ancora a secco, Ramsey è fermo a 2 e Arthur e Rabiot ne hanno fatto uno a testa. In Serie A il centrocampo ha dato un contributo del 18% alla produzione offensiva della Juventus. Poco per una tifoseria che era abituata a centrocampisti prolifici come Vidal e Pogba, che spesso chiudevano la stagione in doppia cifra.



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