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Il Milan ha ritrovato il vero Rebic. Calhanoglu resta nell’oscurità

Il Milan ha ritrovato il vero Rebic Calhanoglu resta nelloscurita
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Il croato, finalmente con la gamba giusta, è la nota più bella della vittoria sulla Roma. Per il turco prosegue il momento no, e adesso c’è di mezzo anche l’infortunio

Il rosso e il nero: ovvero un lato bello e uno meno bello del Milan visto a Roma contro i giallorossi. Stavolta, dopo due sconfitte brutte e oscure contro Spezia e Inter, il Diavolo si è rialzato ritrovando semplicemente… se stesso. Quei meccanismi mandati a memoria lungo i mesi e utilizzati con grande efficacia. Quello spirito capace di tenere in piedi la partita nei momenti più complicati, altrimenti il pareggio della Roma sarebbe stato un cazzotto da cui il Diavolo non si sarebbe ripreso. E quel gioco capace di garantire una fase offensiva ricca di soluzioni. L’Olimpico ha certificato il ritorno dei rossoneri, gli aspetti positivi sono tanti ma c’è anche qualche ombra.

Il rosso…

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La notizia più bella arriva da Rebic. Certo, la festa è stata guastata dal problema all’anca che lo ha costretto a uscire di scena a metà della ripresa, ma Ante si è finalmente liberato dell’ultimo strato di ruggine, quello che sin qui non gli aveva permesso di liberare del tutto le sue qualità. Chiariamo meglio: se ci limitiamo ai numeri, è già da più di due mesi che il croato si è rimesso in carreggiata. Parliamo di cinque gol nelle ultime sette partite di campionato in cui è sceso in campo. Ovvero quattro nelle ultime quattro (tanti quanti nelle precedenti 21). Un cambio di marcia deciso rispetto alle prime nove uscite in cui non era mai riuscito a buttarla dentro. Ma a Roma si è visto chiaramente un cambio di gamba. Nell’esplosività (tanti gli spunti andati a buon fine), nella tenuta (il gol è arrivato nella ripresa) e nell’efficacia (tre tiri nello specchio, chiamando Lopez a interventi complicati). Il Milan ha spinto tanto dalla sua parte e per fortuna dall’infermeria arrivano notizie confortanti: gli esami all’anca destra hanno dato esito negativo e il croato dovrebbe essere in campo regolarmente mercoledì contro l’Udinese. Questione di continuità, che tra infortuni e Covid fin qui non è mai riuscito ad avere. Piccola annotazione: Ante dopo il gol ha portato il dito indice su bocca e naso con sguardo truce e litania di improperi vari, si è unito alla corposa tribù di “esultatori polemici”. Contro chi, contro cosa, lo sa ovviamente bene lui. Il consiglio resta sempre lo stesso: per zittire le critiche, il sistema migliore a disposizione di un calciatore è quello di far parlare solo il campo.

… e il nero

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Anche Calhanoglu si è ritrovato fuori dalla lotta prima del previsto e da fuori è difficile capire quanto il problema al flessore della coscia sinistra abbia influito sulla sua prestazione. Fatto sta che Hakan è stato l’unico nell’undici di partenza a non aver partecipato al banchetto rossonero del primo tempo. Trentadue palloni giocati, nemmeno un tiro in porta, un solo pallone recuperato e dieci persi. Il momento è questo e il barometro resta dalla parte del brutto tempo. Per il nazionale turco è una stagione senza mezze misure: è passato dal ruolo di vice Ibra – sia in termini di efficacia sul campo, sia nel prendere per mano la squadra – a comparsa, incapace di incidere e di accompagnare la fase offensiva. Ovvero l’esatto contrario di Rebic: senza gamba. Lo spartiacque è stato il Covid, da cui è guarito clinicamente, ma che l’ha come sgonfiato. Il primo rientro era andato benone, con due assist in pochi minuti contro il Crotone, poi è calata la notte. Ora un guaio muscolare che lo stopperà per alcune partite e che ovviamente non gioverà alla ricerca della condizione migliore. Il problema non è di poco conto considerando che la sua alternativa, Diaz, ha un altro tipo di gioco e di struttura fisica, e che è appena rientrato dopo diverse settimane di stop.



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