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Campania zona rossa, “a Napoli difficoltà a ricoverare tutti”

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(Adnkronos)


La Campania in zona rossa a partire da lunedì 8 marzo “è una decisione che andava presa. La situazione a Napoli è delicata e importante”. La pensa così Lucia Francesca Menna, assessore del Comune di Napoli con delega alla Salute, commentando all’Adnkronos il cambio di colore della Regione. “Ogni 15 giorni pubblichiamo sul sito del Comune di Napoli l’aggiornamento dell’andamento epidemiologico in città – spiega Menna – e nell’ultimo aggiornamento si può leggere che c’è un incremento del 49% dei contagi in tutte le fasce d’età, ma soprattutto nella fascia che va dai 30 ai 75 anni. Inoltre, dagli ospedali ci riferiscono che purtroppo si è abbassata l’età delle persone che vengono ricoverate con polmoniti importanti, sono aumentati i 40enni e i 50enni”. Ma non solo: “Mi riferiscono dagli ospedali che iniziano ad avere delle difficoltà a ricoverare tutti, perché il numero è in aumento, e quindi stanno ricominciando a fare rete con gli altri ospedali della regione. Purtroppo la zona rossa andava fatta”.

Le restrizioni proprie della zona rossa però, secondo Menna, “dovrebbero andare di pari passo con l’incremento delle vaccinazioni, questa è una buona strategia per dare una botta alla diffusione del virus. Purtroppo le vaccinazioni, tra problematiche all’interno delle dinamiche commerciali che determinano delle riduzioni nella fornitura e la complessità di vaccinare la popolazione, dovrebbero andare in maniera più spedita. Ci sono poi, oltre alle fasce d’età, delle categorie molto esposte che diventano aspetti critici della diffusione del virus, come le forze dell’ordine, chi lavora in campo sociale, gli assistenti sociali, le persone che vanno nelle unità di strada”, conclude.

Intanto in un post su Facebook , il sindaco di Calvi Risorta (Caserta), Giovanni Lombardi, medico anestesista-rianimatore dell’Azienda ospedaliera dei Colli di Napoli, sostiene che urge un nuovo e serio lockdown perché, al momento, l’assistenza sanitaria non è più garantita”. Il post, spiega Lombardi, è stato pubblicato al termine di “un turno di 12 ore nel pronto soccorso del Cotugno e da stamattina la centrale operativa regionale di smistamento non è riuscita a trovare né un posto di terapia intensiva né di sub-intensiva in nessun ospedale della Campania. Questo significa che siamo costretti a lasciare pazienti critici in reparti non intensivistici per mancanza di posti letto.

La variante (soprattutto quella inglese) sembra essere più aggressiva ed in grado di colpire anche i giovani, i ventilatori scarseggiano e, per ridurre la pressione sugli ospedali, urge un nuovo e serio lockdown perché, al momento, l’assistenza sanitaria non è più garantita”, conclude Lombardi.





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