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ecco come si raduna in enormi isole galleggianti- Corriere.it

ecco come si raduna in enormi isole galleggianti Corriereit
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Sono sei le isole galleggianti di plastica negli oceani: due nel Pacifico, due nell’Atlantico, una nell’oceano Indiano e una più piccola recentemente identificata nell’oceano Artico. La plastica proviene in gran parte dalla terraferma, è radunata dal gioco delle correnti e dei venti e fa a coprire grandi superfici marine con evidenti conseguenze dal punto di vista ambientale. Ora alcuni studiosi hanno scoperto con complicate analisi statistiche e computazionali come gli oggetti di plastica seguano determinati percorsi per andare a formare quelli che ormai gli scienziati hanno denominato Garbage Patch e un’artista italiana – provocatoriamente – ha pensato di farne uno Stato con tanto di passaporto.

Le traiettorie

Pubblicato su Chaos (rivista interdisciplinare di scienza non lineare) da un gruppo guidato dall’esperto di fisica dei fluidi Philippe Miron dell’Università di Miami – che si era occupato anche della possibile traiettoria del volo MH370 della Malaysian Airlines, scomparso misteriosamente l’8 marzo 2014 nell’oceano Indiano e mai più ritrovato – il metodo analizza le traiettorie in cui i detriti vengono trasportati dalle coste ai Garbage Patch in mezzo agli oceani in relazione alla diversa forza delle correnti rotatorie che agiscono nelle aree subtropicali. I ricercatori, tra i quali Francisco Beron-Vera del dipartimento di Scienze dell’atmosfera di Miami e i matematici dell’Università di Berlino Luzie Helfmann e Peter Koltai, si sono avvalsi anche dei dati storici ricavati dalle boe oceaniche.

Il modello matematico

Il modello matematico ha identificato «un canale di transizione che collega il Great Pacific Garbage Patch con le coste dell’Asia orientale», ha spiegato Miron. Confermando «l’importante fonte di inquinamento da plastica» di origine asiatica. Inoltre ha confermato che il vortice dell’oceano Indiano si comporta come una «trappola» per la plastica, altri depositi importanti si sono infatti trovati nel golfo del Bengala. Nell’Atlantico, invece, le plastiche vengono più facilmente catturate nel golfo di Guinea al largo dell’Africa. Il vortice del Pacifico meridionale è il più persistente, in quanto le plastiche intrappolate «riescono a sfuggire molto difficilmente». Il lavoro di questi studiosi può avere importanti implicazioni nelle opere in atto di pulizia degli oceani.

6 marzo 2021 (modifica il 6 marzo 2021 | 10:10)

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