in

Mihajlovic tra Sanremo e il suo Bologna: ‘Col Napoli basta alti e bassi’

Mihajlovic tra Sanremo e il suo Bologna Col Napoli basta
Spread the love


Il tecnico dei rossoblu non ha ancora digerito la sconfitta con il Cagliari: “Tutto dipende dalla testa”. Su Sanremo: “Ho cantato meglio di Ibra”

Ecco Sinisa Mihajlovic dopo Sanremo e, calcisticamente parlando, dopo la sfuriata alla squadra per la sconfitta a Cagliari. “Qui ci vuole uno psichiatra, si esce pazzi: com’è possibile che tre giorni prima batti una squadra nettamente più forte di te, la Lazio, e tre giorni dopo perdi contro una buona formazione ma che in classifica era ed è sotto di te? È una questione caratteriale se hai alti e bassi così, il bello del mio mestiere è anche stimolare e diciamo che è stimolante così. Però bisogna capire, quando perdi, come perdi. L’atteggiamento non lo puoi sbagliare, a Cagliari non abbiamo dato il massimo. dipende tutto solo da noi: e tutto dipende dalla testa”.

Avevo già cantato

—  

La digressione sul Festival è inevitabile: “Per me è stato un onore andare a Sanremo, ho cantato per prendere in giro i miei amici cantanti serbi visto che il Festival è molto seguito nel mio Paese: ci siamo divertiti e si è capito, niente di più niente di meno. Carletti dei Nomadi ha detto che ho cantato meglio di Ibra? Nel 1990 ho inciso un 44 giri, anzi un quarantacinque, quindi ne ho di esperienza. Certo che ho cantato bene, l’avevo detto prima: avevo paura che Fiorello rovinasse la canzone visto che è stonato”, dice sorridendo Sinisa.

Servono giocatori vincenti

—  

Poi, si torna sulla partita di domani sera (ore 20,45 al Maradona) contro il Napoli. “Il clima lì è elettrico? Qui forse dovrebbe esserlo di più, o forse io dovrei essere più elettrico. Voglio una gara come quella fatta contro la Lazio, spero che i ragazzi lo capiscano e non credo ci voglia un ingegnere nucleare per capire quale gara è stata fatta bene e quale male nel giro di tre giorni. Come si allena la mentalità vincente? Anche coi giocatori vincenti: prima che arrivasse Mancini, l’Inter era una squadra forte ma è diventata vincente con gli arrivi di Figo, mio, Veron. Qui non si possono certo prendere quel tipo di giocatori, però… Bologna è una piazza perfetta se si capisce cosa si deve fare: a volte i miei lo capiscono e a volte no. E il fatto che non venga Saputo da un anno o la mancanza di pubblico sono tutte scuse: nella vita se non capisci come fare devi cercare di capire almeno cosa non devi fare”.



Source link


Spread the love

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

GIPHY App Key not set. Please check settings

What do you think?

Ibra lo show e ovunque la nazionale pronta a riaccoglierlo

Ibra, lo show è ovunque: la nazionale pronta a riaccoglierlo dopo 5 anni

Racism erased tight knit Black neighborhoods in Santa Monica

Racism erased tight-knit Black neighborhoods in Santa Monica