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Pioli: ‘Vorrei avere 30 anni in meno e scendere in campo’

Pioli Vorrei avere 30 anni in meno e scendere in
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Il tecnico scherza alla vigilia del Verona: “Lo dirò anche ai giocatori. Lo spirito dev’essere questo. Tanti infortuni? Ci stiamo lavorando. E dobbiamo tirare di più da fuori”

Nell’aria gravita soprattutto una domanda, che fino a qualche settimana fa non c’era e adesso aleggia scomoda: che Milan sarà? Quale versione del Milan vedremo? Colpa di questo 2021 ballerino, dove il Diavolo ha inciampato più del lecito e ha tolto quelle confortevoli certezze a cui aveva abituato i tifosi. Ora è diventato difficile orientarsi. Può andare in scena il Milan eccellente di Roma, quando non te lo aspetti, o quello sgonfio con l’Udinese, e anche in quel caso non te lo aspetti. Di certo per mettere radici profonde nei primi quattro posti occorre maggiore continuità e Pioli la sta cercando con tutte le sue forze in vista di un calendario, fra campionato ed Europa League, decisamente complicato.

Convinzione

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“È inevitabile che se confrontiamo il 2020 con il 2021, quella attuale stia portando risultati inferiori. Ma pensare di ottenere gli stessi risultati per tanto tempo, era qualcosa di difficile da preventivare. Ora occorre stringere denti e giocare da squadra. Abbiamo fatto cose molto positive fin qui, ma sono i prossimi due mesi che decideranno la stagione”. Già, il pensiero che la fantastica cavalcata dei mesi scorsi potrebbe in qualche modo venire vanificata in poche settimane, è un pensiero che toglie il sonno. Pioli carica il suo gruppo così: “In riunione dirò ai giocatori che vorrei avere 30 anni in meno e scendere in campo assieme a loro. Voglio dire che lo spirito dev’essere quello… Siamo forti, bisogna sapere superare insieme queste situazioni. Mi aspetto una squadra che giochi con convinzione e determinazione”.

Giocate individuali

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Anche perché l’avversario è da prendere con molta, moltissima cautela. “Juric ha fatto e sta facendo un grandissimo lavoro. Pur cambiando tanti giocatori il Verona è rimasto una squadra molto organizzata, attenta e aggressiva. Sono sia fisici che tecnici. Da parte nostra occorrerà molto movimento, non bisogna dargli punti di riferimento. E dobbiamo trovare più conclusioni da fuori area, non si può sempre arrivare a ridosso della porta. Inoltre serve qualche giocata individuale. D’altra parte abbiamo sempre puntato sulle prestazioni, il nostro percorso ci deve vedere ancora convinti delle nostre possibilità. Giocare l’ultima parte di stagione semplicemente osservando la classifica e i risultati altrui sarebbe ingiusto e limitativo perché abbiamo tante qualità da mettere in campo. Noi vogliamo andare in Champions. Se non ci riusciremo saremo delusi, ma ciò che conta è andare avanti con fiducia e positività, poi vedremo cosa riusciremo a fare”.

Carichi

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Di certo i numerosi infortuni non aiutano. Il tecnico rossonero da inizio stagione se la deve vedere settimanalmente con il bollettino di guerra che arriva dall’infermeria e gli sottrae giocatori importanti. Tanti, decisamente troppi infortuni. “Gli infortuni purtroppo sono più di quelli a cui eravamo abituati, anche se bisogna dire che da settembre stiamo giocando in media ogni quattro giorni. Non siamo contenti anche perché siamo molto attenti ai carichi di lavoro e alla prevenzione, ma purtroppo tanti impegni ci hanno creato difficoltà. Senza considerare il Covid”. Infine, una riflessione su due singoli. La prima su Leao: “Deve dare il massimo ogni singola partita ed è quello che sta facendo. Ma occorre leggere le situazioni in anticipo e muoversi di più”. La seconda su Romagnoli, che si avvia alla seconda esclusione tecnica in tre partite: “A Roma ha accettato la mia scelta. Ovviamente non con soddisfazione, com’è normale che sia. Quando ha capito che non giocava non era contento ma ha lavorato con disponibilità e volontà e si è fatto trovare pronto la partita dopo”. A Verona toccherà di nuovo a Tomori, mentre al centro della trequarti Krunic è nettamente favorito su Diaz.



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