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Verona-Milan, formazioni e dove vederla. Tomori titolare, davanti c’è Leao- Corriere.it

Verona Milan formazioni e dove vederla Tomori titolare davanti ce Leao
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Probabili formazioni
VERONA (3-4-2-1): Silvestri; Ceccherini, Gunter, Magnani; Faraoni, Veloso, Sturaro, Lazovic; Barak, Zaccagni; Lasagna. Allenatore: Juric.
MILAN (4-2-3-1): Donnarumma; Calabria, Tomori, Romagnoli, Hernandez; Kessie, Tonali; Castillejo, Krunic, Saelemaekers; Leao. Allenatore: Pioli
ARBITRO: Orsato di Schio
Tv: ore 15 Sky 202

Dici Verona e, se c’è di mezzo il Milan, l’associazione con l’aggettivo «fatale» è tanto scontata quanto inevitabile. Rispetto al 1973 e al 1990 stavolta non è una sfida che vale lo scudetto — l’Inter sembra davvero aver ormai preso il largo — ma per il Diavolo l’esame del Bentegodi assume comunque un significato fondamentale: servono punti Champions e servono adesso. Fatale, nel senso di fato, di destino: da Verona oggi passa un pezzo enorme del futuro rossonero. Il passo falso di mercoledì con l’Udinese ha praticamente cancellato gli effetti benefici sulla classifica dell’entusiasmante colpaccio di tre giorni prima in casa della Roma. Il vantaggio sulla quinta è di sei punti, non pochi ma di certo nemmeno sufficienti per sentirsi tranquilli, non a 13 giornate dalla fine: il posto nell’Europa che conta e che vale 50 preziosissimi milioni di euro è ancora tutto da conquistare. La missione è possibile, eccome, a patto però di viaggiare a un ritmo migliore rispetto a quello del 2021. C’è un numero, 1,76, che racconta meglio di qualunque altro le evidenti difficoltà dei rossoneri nell’anno nuovo: è la media punti a partita e certifica che il Milan da due mesi ha un’andatura da quinto posto. Così non si va lontano. Così si rischia grosso.


Il guaio è che il Diavolo perde i pezzi. E ora l’emergenza è di nuovo da allarme rosso. Proprio quello che non ci voleva, nel momento chiave della stagione. Alle assenze di Ibrahimovic, Mandzukic e Calhanoglu, che già avevano quasi azzerato le alternative a disposizione in attacco, ieri s’è aggiunta pure quella di Ante Rebic. L’infiammazione all’anca non dovrebbe tenerlo fuori a lungo, ma il tema resta: è tutta la stagione che il Milan deve fare i conti con gli infortuni. I numeri sono impressionanti e, a parte Rebic, i k.o. sono tutti di natura muscolare, incluso quello di Bennacer, altro grande assente oggi. Che succede? «Ci stiamo lavorando, non siamo contenti dei risultati, siamo attenti sui carichi di lavoro e di recuperi, vorrei avere trent’anni in meno, almeno potrei giocare anche io» ha ammesso Pioli.

In attesa di capirci qualcosa, c’è un attacco non solo da inventare ma anche da motivare. Leao, il vice Ibra, avrà un’altra grande chance per mettere in mostra il suo talento, che è tanto evidente quanto incostante. Contro l’Udinese non ha fermato un pallone. Pioli, che in privato giustamente lo martella, in pubblico altrettanto saggiamente lo difende: «Si sta impegnando, ma non dobbiamo dimenticarci che questa è una squadra giovane e il processo di crescita passa soprattutto dal superare momenti difficili». Come questo: una vittoria nelle ultime sei partite. Lo snodo è cruciale, la tensione è alta, in sette giorni il Milan si gioca moltissimo — giovedì lo United a Manchester, domenica il Napoli a San Siro — e forse è anche per questo che alla fine Pioli non vuole rinunciare all’esperienza di capitan Romagnoli. Aveva pensato di lasciarlo un’altra volta in panchina, come a Roma, alla fine invece lo affiancherà allo scalpitante Tomori.

6 marzo 2021 (modifica il 6 marzo 2021 | 23:07)

© RIPRODUZIONE RISERVATA





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