Carige il tribunale civile di Genova revoca il sequestro da

Carige, il tribunale civile di Genova revoca il sequestro da 105 milioni- Corriere.it

Marcia indietro del Tribunale civile di Genova che giorni fa aveva concesso a Carige (nella causa contro gli amministratori imputati di associazione a delinquere finalizzata a truffa e riciclaggio) il sequestro conservativo di 105 milioni di euro a carico dell’ex presidente Giovanni Berneschi, dell’ex n.1 Ferdinando Menconi di Carige Vita, e dell’imprenditore Ernesto Cavallini con la curiosa motivazione che un atto giudiziario alla luce del sole, come il patteggiamento (22 milioni di risarcimento) che i tre imputati avevano concordato con la Procura di Milano davanti alla giudice Raffaella Mascarino, potesse integrare «il pericolo di dispersione del patrimonio non sottoposto a confisca».

La giudice

Ieri la giudice Emanuela Giordano ha infatti revocato il proprio provvedimento adottato agli inizi di marzo inaudita altera parte, stavolta senza affrontare il tema del pericolo di dispersione ma arrestandosi prima, per una ragione squisitamente procedurale, all’inesistenza del presupposto della presumibile esistenza di un diritto della banca. «Da un lato — osserva infatti la giudice — gli stralci della sentenza penale riportati nell’atto di citazione» della banca «non danno conto della complessità dei fatti emersi nel corso dell’istruttoria dibattimentale vagliati dal Tribunale e sulla cui base è stata pronunciata la sentenza (poi annullata) che ha ravvisato la sussistenza dell’associazione a delinquere; dall’altro tali fatti non possono intendersi allegati per il solo fatto della produzione in giudizio di tale sentenza».

L’inchiesta

La giudice aggiunge che «solo nella memoria riservata alla sola deduzione di mezzi di prova a conferma di fatti già tempestivamente allegati», e dunque «da ritenersi tardiva», la banca «ha allegato i fatti sulla base dei quali sarebbe ravvisabile la sussistenza dell’associazione a delinquere fra i convenuti, finalizzata al compimento di condotte criminose ai danni della banca». E così «l’insussistenza del requisito del fumus boni iuris rende superfluo l’esame del requisito del periculum in mora». L’inchiesta penale per associazione a delinquere, truffa e riciclaggio era stata istruita su fatti del 2014 dai pm di Genova, e giudicata da Tribunale e Appello di Genova prima che nel 2019 la Cassazione azzerasse le condanne (come 8 anni a Berneschi), ravvisando sin dall’inizio la competenza territoriale non di Genova ma Milano. Qui la gup Mascarino deciderà il 24 maggio sulle richieste di patteggiare.

18 marzo 2021 (modifica il 18 marzo 2021 | 21:39)

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