correva spingendo la carrozzina del figlio Corriereit

correva spingendo la carrozzina del figlio- Corriere.it

Ha corso più di 1.000 gare, fra cui 32 maratone di Boston, spingendo la speciale carrozzina del figlio Nick, tetraplegico e affetto da paralisi cerebrale, ma il problema cardiaco con cui conviveva da anni alla fine ha avuto la meglio, portandosi via Dick Hoyt all’età di 80 anni. A dare la notizia è stato Russ, uno degli altri figli di quest’uomo diventato una figura leggendaria nel mondo dei corridori, spiegando che il padre è morto nel sonno nella sua casa di Holland, nel Massachusetts, a causa della patologia cardiaca pregressa e che sono stati lui e l’altro fratello Rob a dirlo a Rick. «È triste ed abbattuto come tutti noi, ma sta bene».

La prima maratona del duo risale al 1977, quando Rick chiese al padre di partecipare a una corsa di beneficenza per un giocatore di lacrosse rimasto paralizzato in un incidente. «Quando corro, non mi sento un disabile», disse il ragazzo al termine della gara, in cui arrivarono penultimi, ma che segnò la nascita del «Team Hoyt».

Tre anni più tardi, la prima maratona di Boston, competizione che hanno corso fino al 2014, quando papà Hoyt si è dovuto ritirare per motivi di salute: oggi padre e figlio sono immortalati in una statua di bronzo, posta vicino alla linea di partenza. «Siamo addolorati nell’apprendere della scomparsa dell’icona della Maratona di Boston, Dick Hoyt – si legge nel comunicato della Boston Athletic Association – . Dick ha rappresentato quello che significa essere un maratoneta di Boston, mostrando determinazione, passione e amore per oltre tre decenni. Oltre a essere amato dai fan e un’ispirazione per migliaia di persone, era un amico fedele e un padre orgoglioso di trascorrere del tempo con il figlio Rick mentre correvano insieme».

Nel 1989 Nick e Rick hanno fondato la Hoyt Foundation, un’organizzazione no-profit che aiuta i giovani disabili americani e grazie a tutte le corse a cui hanno partecipato, hanno raccolto più di un milione di dollari in beneficenza. «Mio padre era un eroe per tutti noi – ha concluso Russ Hoyt – e ha ispirato le persone a considerare i figli alla pari, indipendentemente dalla loro disabilità». 

18 marzo 2021 (modifica il 18 marzo 2021 | 16:37)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




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