Simone da studente in Dad a eroe Salva un bimbo

Simone, da studente in Dad a eroe Salva un bimbo che sta soffocando- Corriere.it

La sua unica preoccupazione, alle due del pomeriggio di mercoled, ultima ora di lezione in rigorosa modalit Dad (didattica a distanza), sarebbe dovuta essere l’interrogazione di storia. E invece una giornata pu cambiare in pochi attimi. Anche una vita. Inizia tutto con la vicina di casa di Simone Mantovani, studente ventenne dell’istituto alberghiero Paolo Frisi di Milano, che suona alla porta di casa sua, un complesso popolare in zona San Siro, nel capoluogo lombardo. L’anziana ha in braccio il nipotino di tre anni: Aiuto, sta soffocando!, gli urla disperata in faccia. Panico. Ma Simone, 20 anni compiuti l’8 marzo, un tipo sveglio. Un ragazzo brillante, dalla chiacchiera svelta. Quello, per, non il momento di parlare. E per fortuna la reazione pronta. Passo molto tempo sui social — racconta — e una volta ho visto un video in cui dei ragazzi praticavano questa manovra per soccorrere chi sta soffocando (la manovra di Heimlich, ndr), allora ho preso il piccolo, che conosco benissimo, l’ho visto praticamente nascere, e l’ho fatta su di lui.

Il salvataggio

La situazione davvero al limite: Era blu in faccia, aveva un po’ di schiuma alla bocca poverino. Aveva qualcosa che gli ostruiva le vie respiratorie. Un giochino di plastica, una pallina, ho scoperto dopo. Lo studente mette in pratica quello che ha osservato sul web: A quel punto ho sentito che l’ha ingoiata, non l’ha sputata. Ovviamente ho chiamato subito il Pronto soccorso. Il pericolo non ancora scampato. Simone, in quel momento solo in casa: sua madre al lavoro, come i genitori del bimbo. Vedevo che respirava a fatica, aveva gli occhietti sgranati, era rimasto senza ossigeno, come in apnea, quelli del 118 mi hanno guidato al telefono. Mi domandavano in che condizioni fosse, mi hanno detto di alzargli le braccia, di metterlo seduto, sono stati fantastici: il tempo di portarlo gi in strada, e sentivo gi le sirene delle ambulanze.Simone non molla il bimbo nemmeno a bordo del mezzo dei soccorritori: Fortunatamente aveva ripreso a respirare, piangeva, ma stava meglio, quelli dell’ambulanza mi hanno riempito di complimenti. Senza di lui, la situazione avrebbe potuto facilmente avere un epilogo diverso. Alla fine il ragazzo si giustificato per essersi assentato dall’interrogazione. All’inizio i prof non mi credevano, ride. Adesso, invece, la sua scuola lo vuole premiare: Ne parleremo al consiglio docenti, Simone un bravo ragazzo, alla fine del suo racconto ci siamo commossi tutti, lui compreso — dice la professoressa Elena Scomazzoni, insegnante di tedesco all’istituto di Quarto Oggiaro —. La nostra una scuola di periferia, un ambiente non facile, ma i ragazzi ci danno soddisfazioni enormi, che ci ripagano di tutti i nostri sacrifici.

18 marzo 2021 (modifica il 18 marzo 2021 | 22:41)

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