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Canale di Suez: corsa contro il tempo per liberare il cargo

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Canale di Suez: corsa contro il tempo per liberare il cargo

L’Autorita’ del Canale di SUEZ (SCA) terra’ una conferenza stampa nelle prossime ore, durante la quale il presidente della SCA, il tenente generale Osama Rabei, commentera’ gli ultimi sviluppi riguardanti gli sforzi per disincagliare la nave giapponese Evergreen, che ha percorso il canale cinque giorni fa. La nave Evergreen, lunga 400 metri, larga 59 metri e con una capacita’ di 224.000 tonnellate si e’ arenata a causa del maltempo e della tempesta di sabbia e si e’ incuneata diagonalmente nel canale. Essendo bloccata nel canale di Suez, la nave Evergreen ha provocato la sospensione del commercio marittimo internazionale lungo tutto il canale. La SCA ha annunciato che venerdì ha messo in campo 9 giganteschi rimorchiatori, tra cui “Baraka 1” e “Izzat Adel”, dopo il completamento dei lavori di dragaggio vicino alla prua della nave utilizzando la draga “Mashhour”. Rabie ha inoltre spiegato che il processo di disincagliare il cargo e’ condizionato da diversi fattori, tra cui la direzione del vento e lo stato della marea, il che lo rende un “processo tecnico complesso” con procedure uniche e tentativi multipli.

L’autorita’ ha anche aggiunto di essere in contatto con la compagnia giapponese (Shoei Kisen Kaisha, Ltd), proprietaria della nave Ever Given, per risolvere la crisi.

Canale di Suez, le conseguenze del blocco

L’attuale blocco nel Canale di SUEZ potrebbe non essere una tantum. Il blocco sta ancora causando grossi problemi alla catena di approvvigionamento dei consumatori, che e’ gia’ sotto notevole stress a causa della pandemia. Nessuna nave lunga o pesante come l’Ever Date ha bloccato il canale prima d’ora. Una nave di dimensioni simili ha bloccato il fiume Elba in Germania cinque anni fa ed e’ stata liberata solo dopo sei giorni, ma alcuni hanno suggerito che potrebbero volerci settimane per liberare la nave giapponese. Il problema di SUEZ presto potrebbe aggravare i costi di spedizione e questi potrebbero essere trasferiti ai consumatori sotto forma di prezzi piu’ alti o assorbiti da rivenditori gia’ sotto pressione. 

La nave era diretta a Rotterdam dalla Cina. La societa’ di notizie di navigazione Lloyd’s List ha calcolato che il blocco dopo che il cargo Ever Given e’ stato incastrato, costa circa 400 milioni di dollari l’ora, con il traffico in direzione ovest del canale stimato a circa 5,1 miliardi di dollari al giorno e il traffico in direzione est a 4,5 miliardi di dollari al giorno. Centinaia di navi sono attualmente in ritardo. Per i rivenditori non essenziali del Regno Unito, che si stanno preparando a riaprire dal 12 aprile, si tratta di un ritardo che potrebbe essere un enorme problema Gli organismi commerciali in piu’ paesi stanno lavorando con i loro vettori per valutare la situazione, ma con miliardi di dollari di merci bloccate su navi che non possono andare da nessuna parte, al momento c’e’ ben poco che possano fare, a parte decidere eventualmente se deviare le navi in Africa e aumentare ulteriormente il tempo necessario per la spedizione. Circa il 12% del commercio globale totale si muove attraverso il canale di SUEZ e quasi un terzo dei volumi di spedizione giornalieri di container.

A causa delle code che si sono accumulate, una volta sbloccato il canale, ci vorra’ del tempo per cancellare le code esistenti e potrebbe avere un effetto a catena sui flussi e sui costi di spedizione per i mesi a venire.

Canale di Suez: Coldiretti, frena export made in Italia in Cina

Il blocco del canale di Suez frena gli scambio commerciali dell’Italia con l’Asia e, in particolare, con la Cina. In difficolta’ sono tutti i principali prodotti alimentari nazionali confezionati e trasportati via nave, dal vino all’olio extravergine. Ma sono bloccati anche gli arrivi dei fusti di quasi 70 milioni di chili di concentrato di pomodoro cinese che lo scorso anno sono sbarcati in Italia. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sugli effetti dell’incidente sul canale di Suez per l’agroalimentare italiano. “Una situazione delicata”, commenta la confederazione, “che arriva proprio in un momento di ripresa delle spedizioni Made in Italy verso il gigante asiatico con una crescita del 19,4% dell’export alimentare a gennaio 2021”

 Ma ad essere sconvolto, rileva Coldiretti, e’ l’intero mercato mondiale delle materie prime agricole, gia’ in tensione per effetto della pandemia con i prezzi che hanno raggiunto a livello mondiale il massimo da quasi sette anni trainati dalle quotazioni in aumento per zucchero, oli vegetali, cereali, latte e carne, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Fao a febbraio 2021. A tirare la volata – sottolinea la Coldiretti – sono i prezzi internazionali del mais, che hanno fatto un balzo in avanti del 45,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre i prezzi del frumento sono saliti del 19,8%, ma una tendenza al rialzo si registra anche per l’Indice Fao dei prezzi dello zucchero, degli oli vegetali, dei lattiero caseario e della carne. “Con la pandemia – continua la Coldiretti – si e’ aperto uno scenario di riduzione degli scambi commerciali, accaparramenti, speculazioni e incertezza che l’incidente sul canale di Suez rischia di aggravare. Senza dimenticare l’impatto sui prezzi del petrolio con l’aumento dei costi energetici per un Paese come l’Italia dove l’85% dei trasporti commerciali avviene per strada con un effetto valanga sulla spesa per l’aumento dei costi di trasporto oltre che di quelli di produzione, trasformazione e conservazione. A subire gli effetti del balzo dei prezzi dei carburanti – conclude la Coldiretti – e’ l’intero sistema agroalimentare dove la spesa per la logistica arriva ad incidere fino dal 30 al 35% sul totale dei costi per frutta e verdura”. (





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