in

«È la pressione delle Alpi dinariche. Tsunami? Solo sopra 6 gradi»- Corriere.it

E la pressione delle Alpi dinariche Tsunami Solo sopra 6
Spread the love


Mi sono appena sentito con i colleghi e stiamo studiando la situazione, ma ancora troppo presto per sapere quanto potrebbe durare lo sciame sismico e di quale intensit potr essere. Di solito, per, dopo un picco del genere, tutto si dovrebbe ridimensionare, anche se sono state registrate almeno una dozzina di scosse, afferma Giuseppe Mastronuzzi, direttore del Dipartimento di scienze della terra e geoambientali dell’Universit di Bari, commentando il terremoto avvenuto poco prima delle tre del pomeriggio di sabato 27 marzo nelle acque dell’Adriatico centrale, vicinissimo alla Puglia e ad una ventina di chilometri dalle Isola Tremiti. Dopo la prima scossa registrata alle 14,47 di 5,6, alla profondit di cinque chilometri, ne sono seguite altre due, anche abbastanza importanti, di 4.1 e 4.0.

L’origine del sisma

Dopo una scossa di 5,6 logico pensare ad un rischio tsunami? Solitamente, a partire da un terremoto di intensit 6 o 6,5 si parla in genere di rischio Tsunami: ma ci siamo sentiti con il Cat (Centro allerta tsunami) dell’Istituto nazionale di geofisica e non ci sarebbe un rischio del genere. L’origine di questo terremoto comunque presto detta: Si tratta di un terremoto di tipo compressivo: in pratica, le catene montuose delle Alpi Dinariche, spingendo, convergono verso l’Adriatico e verso la catena appenninica. Ma la storia insegna che qualcosa c’ gi stato. “In generale, il mare Adriatico a rischio tsunami: nel senso che non si pu escludere nulla. L’ultimo tsunami nell’Adriatico, per esempio, avvenuto nel 1970, con la citt croata di Vela Luca completamente inondata: in Puglia? Pochi danni nelle zone portuali e nulla di pi”, osserva l’esperto, ricordando i pi recenti eventi di piccoli tsunami, ma con onde alte trenta centimetri, avvenuti nell’ottobre del 2018.

La micro-zonizzazione

Ben pi importante quello del 1627, con uno Tsunami legato ad un terremoto che distrusse completamente Lesina, nel Foggiano. Ma quello di Otranto, del 1743, di 7.8 della Scala Mercalli, con onde alte dodici metri, fin per distruggere anche la citt di Nard, sempre nel Leccese. Il territorio pi a rischio della Puglia e da tenere maggiormente sotto controllo quello dell’Appennino Dauno, nel Foggiano. Proprio per questo abbiamo iniziato uno studio di Microzonizzazione lungo l’Appennino, spiega Mastronuzzi, che aggiunge: In pratica, in questo progetto portato avanti dalla Regione, il Cnr e il nostro Dipartimento, studiamo l’effetto del terremoto su scala microsismica, che ci consente di andare pi nel dettaglio: nei prossimi mesi avremo una mappatura della micronizzazione sismica dell’Appennino pugliese. Ci lavoriamo da otto mesi e sono bene 94 i paesi coinvolti nello studio.

27 marzo 2021 (modifica il 27 marzo 2021 | 19:16)

© RIPRODUZIONE RISERVATA





Source link


Spread the love

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

GIPHY App Key not set. Please check settings

What do you think?

Lazio Gasperini ci ripensa Bastos Mi ha fatto incavolare

Lazio, Gasperini ci ripensa: “Bastos? Mi ha fatto incavolare”

Canale di Suez corsa contro il tempo per liberare il

Canale di Suez: corsa contro il tempo per liberare il cargo