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Bulgaria-Italia, Mancini sceglie Belotti e Chiesa per la caccia al gol

Bulgaria Italia Mancini sceglie Belotti e Chiesa per la caccia al
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L’attaccante del Torino in Nazionale ha segnato nove volte fuori casa. Servono la sua fisicità e la freschezza dell’esterno bianconero contro rivali che non fanno sconti

Fabio Licari

Il bomber con i gol in valigia. Il centravanti da trasferta. Dieci reti in Nazionale, nove delle quali all’estero. Udine l’unica città italiana che ha avuto il privilegio di applaudire la cresta del Gallo in maglia azzurra. Quando nonna Maria gli dava la mancia per ogni gol segnato, gli suggeriva forse di studiare le lingue che nella vita, prima o poi, sarebbero servite. Lo “straniero” di Mancini è Andrea Belotti, l’attaccante che condivide con Ciro Immobile l’ideale maglia 9 di questa Nazionale dell’alternanza. Non c’è un centravanti nell’Italia, ce ne sono due. Oggi in Bulgaria tocca a Belotti, con Chiesa e Insigne ai lati, dopo che Immobile ha avuto i suoi 90’ di gloria, e gol, con i nordirlandesi.

alternanza

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Il c.t. non ha scelto e non sceglierà da qui all’Europeo dove, con tutta probabilità, il turnover “privato” tra i due si arricchirà di nuovi capitoli. Ipotesi? Contro la difesa turca molto “fisica”, dai centrali potenti, potrebbe giocare il torinista. Contro i gallesi britannici, il laziale. Da decifrare il confronto con la Svizzera. Semplici ipotesi, appunto. Di sicuro ci sono due titolari in coabitazione, come Toni e Gilardino nel 2006, come Schillaci e Carnevale nel 1990, che sia di buon auspicio. Servono gol nel gruppo mondiale che potrebbe risolversi con un testa a testa Italia-Svizzera. A pari punti, conta la differenza reti.

le 9 “bandierine”

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Nell’atlante del gol di Belotti, la prima bandierina è stata piantata a Skopje, in Macedonia, il 9 ottobre 2016: quella fu la serata di Immobile, autore delle due reti che nel finale ribaltarono il risultato (da 2-1 a 2-3). Il mese dopo, a Vaduz, altri due centri nel 4-0 al Liechtenstein. Una gioia nel 2017, l’unica in casa, Udine, 5-0 ancora al piccolo Liechtenstein, sempre c.t. Ventura. Poi arriva Mancini: il giorno del debutto, 28 maggio 2018, Belotti infila il 2-1 all’Arabia Saudita sul neutro di San Gallo, in Svizzera. Seguono gli altri 5 gol: uno in Armenia (3-1), altri due in Liechtenstein (5-0) e due in Bosnia (3-0 e 2-0).

zero in bulgaria

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In Bulgaria non abbiamo mai vinto. Qui hanno segnato Pierino Prati, Chinaglia, Giannini, due volte Osvaldo. L’ultimo è stato Eder, nel 2015, qualificazioni all’Europeo: una rete all’84’ che restituì il pari (2-2) in una gara complicata. Sulla strada del Mondiale l’abbiamo trovata spesso: 2010, 2014 e adesso verso il 2022. Oggi la Bulgaria è all’apparenza in crisi, lontana da quella sconfitta in semifinale a Usa 94. Noi avevamo Baggio, ma la loro generazione di fenomeni ispirati da Stoichkov — Letchkov, Balakov, Kostadinov, Ivanov… — è stata la migliore di sempre. Ultimo sussulto nel 2004 all’Europeo, k.o con gli azzurri nel match dei rimpianti: in contemporanea Svezia e Danimarca trovavano comodo un 2-2 per andare avanti. Da allora mai più in una fase finale.

lezione svizzera

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La prospettiva per Belotti è incoraggiante, almeno dopo aver visto il debutto bulgaro contro la Svizzera (1-3). In 12 minuti i nipotini (illegittimi) di Stoichkov avevano già subito tre gol, il secondo in contropiede, il terzo su “paperissima” del portiere. In difesa, maglie larghe: il torinista può approfittarne. Difficile immaginare che il c.t. Petrov non abbia preso contromisure in queste ore e che i bulgari non siano più concentrati: ma un assalto iniziale potrebbe prenderli alla sprovvista. Il Mancio ne cambierà almeno cinque (dentro Acerbi, Spinazzola, Barella, Chiesa e Belotti), Sensi potrebbe insidiare Locatelli in regia.

dieci in azzurro

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Il duello del gol Belotti-Immobile si alimenta di questa rivalità amichevole. Altro che sguardi torvi: i due si abbracciano dalla panchina quando segna l’altro. Ciro, 31 anni, in azzurro è arrivato a quota 11 gol ma in 43 partite (debutto nel 2014 con Conte). Belotti è più giovane, 27 anni, ed è a quota 10 in 31 presenze: cominciò nell’estate 2016 alla “prima” di Ventura. Nel ciclo di Mancini, però, è il torinista il goleador, 6 reti in 16 gare (841’), mentre il laziale insegue a 4 (10 partite, 728’). Quasi come avere un centravanti da 10 gol, no?.



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