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Cassano, Totti e la serie di Sky: «Io non sono così, ne esco male. Ma che serate assieme: mi chiamava metronotte…»- Corriere.it

Cassano Totti e la serie di Sky Io non sono
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A Bobo Tv — il canale online di Bobo Vieri, uno dei fenomeni web di maggior successo degli ultimi mesi — l’argomento sabato era la miniserie televisiva di Sky «Speravo de morì prima», basata sull’autobiografia di Francesco Totti. A lanciare la discussione proprio Christian Vieri, che prende spunto dalla puntata in cui appare Antonio Cassano, come sempre in collegamento con lui assieme a Lele Adani e Nicola Ventola. Preso simpaticamente in giro sul suo personaggio, l’ex talento di Bari Vecchia, interpretato dall’attore Gabriel Montesi, diventa subito un fiume in piena: «Non mi assomiglia per niente, la sua parlata non c’entra niente con la mia». Cassano non critica il film: «Attenzione, il film è fatto bene», dice. Ma ha qualche critica da fare: «La realtà non c’entra niente. Se si racconta la realtà, ci vogliono 10 anni per raccontare quello che ho fatto a Roma e che è stato fatto a Roma».


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Falso storico

Le risate dei tre interlocutori non cessano, l’unico che cerca di dare un taglio critico «serio» è Adani: «C’è la parte di quanto tu gli hai dato dei consigli di pensare al futuro…». E Cassano replica ancora più convinto: «Non è così. Quando lui ha dovuto prendere delle decisioni importanti, io già non c’ero più. Sono andato via nel gennaio 2006 e il suo contratto scadeva nel 2009, lo aveva rinnovato nel 2004».

Brutto ritratto

Ma quello che all’ex Fantantonio non va proprio giù è come stato rappresentato quando viveva a casa della famiglia Totti, appena sbarcato a Roma dal Bari. Era l’estate 2001 e lui aveva detto di no alla Juventus per giocare con il capitano giallorosso: «Per la convivenza in casa ho sempre detto che ringrazierò per tutta la vita i genitori di Totti, mi hanno trattato come un figlio. Ma io non ho avuto quell’invadenza che fa vedere il film. Ripeto, è bello ed è stato fatto su un mio amico, ma mi hanno fatto passare in un modo non bello, che non mi è piaciuto. Bobo mi ha invitato anche a Milano, sono esuberante e un pazzo scatenato, ma non bevevo un bicchiere d’acqua senza chiederlo. La casa dei miei amici non è casa mia, io porto rispetto».

Notti magiche (fuori dal campo)

Un altro tema caldo sono le famose notti a Roma. Cassano, come sempre, non usa giri di parole: «Quando sono arrivato, Francesco i primi sei-sette mesi era ancora single. A volte si andava a dormire alle 7 di mattina. Altre volte facevo la doccia e andavo direttamente a Trigoria. Poi si è fidanzato con Ilary e allora ho camminato con le mie gambe. Francesco mi soprannominava il Metronotte».

Gmt
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Totti «muto»

Infine, una battuta: «Nel film Totti assomiglia a Perin. Io che conosco bene Francesco come le mie tasche, posso dire che non parla molto. Quando gli allenatori gli chiedevano se volesse dire qualcosa, lui non diceva nemmeno no. Muoveva solo la testa. Vito Scala? Non lo hanno indovinato per niente. Lui è il numero uno. Gli ha gestito un impero di immagine e professionalità. Vito parlava poco, ma le poche volte che parlava, Totti lo ascoltava».

28 marzo 2021 (modifica il 28 marzo 2021 | 12:03)

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