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in dubbio la regolarità delle medaglie di Londra 2012- Corriere.it

in dubbio la regolarita delle medaglie di Londra 2012 Corriereit
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Un’agenzia antidoping di stato sotto inchiesta per aver occultato prima e fatto sparire dai suoi archivi poi la notizia della presenza di una sostanza proibita «pesante» (nandrolone) nelle urine di un ciclista di «altissimo livello» nel 2010, evitando di approfondire un caso molto sospetto. Se i fatti raccontati domenica dal quotidiano «Mail on Sunday» (che ha recuperato numerosi documenti tramite una fonte confidenziale) fossero riferiti alla Russia nessuno si stupirebbe. Ma l’inchiesta giornalistica subito rilanciata dalla Wada (l’agenzia mondiale antidoping) riguarda l’Ukad, la prestigiosa agenzia di stato britannica (mai toccata prima da sospetti) in un 2010 in cui si stava affermando il dominio britannico a livello mondiale nel ciclismo su strada e su pista.

Cosa è successo

I fatti. A metà del 2010 Ukad avverte British Cycling (la federazione del Regno Unito) che nelle urine di un corridore sottoposto a test c’erano valori fuori norma di nandrolone, uno steroide anabolizzante, in quantità non rilevante ma comunque sospetta. Che si trattasse di un problema di salute, di doping o di un integratore contaminato non è chiaro, ciò che è certo è che Ukad, invece di investigare a fondo sul caso (come suo dovere, in quanto organo superiore e super partes), avrebbe chiesto di farlo alla federazione. British Cycling, con una mossa molto poco ortodossa, si sarebbe limitata a una serie di esami interni affidati a un laboratorio privato. «All’inizio di gennaio 2011 – riassume il Mail on Sunday – i vertici di British Cycling sono venuti a conoscenza del test del nandrolone anomalo del 2010 e hanno discusso privatamente i fatti concludendo che c’erano quattro possibili spiegazioni: un livello di testosterone elevato naturale, una contaminazione dovuta a integratori, un dopato isolato oppure un dopato assistito da qualcuno interno o esterno a British Cycling». I test «privati»(autorizzati dalla Ukad, che avrebbe invece dovuto provvedere in prima persona ad eseguirli nel laboratorio di stato) avrebbero dato risultati ambigui o addirittura sospetti: nei nuovi esami l’atleta aveva valori di testosterone normali e gli integratori da lui usati non erano contaminati. A dispetto di questi dubbi, il board interno della federazione chiuse rapidamente l’istruttoria e il ciclista proseguì la sua carriera. Ulteriori verifiche formali sono impossibili: dagli archivi federali e da quelli dell’agenzia è stata misteriosamente rimossa ogni traccia della segnalazione e delle numerose lettere scambiate tra Ukad e British Cycling e nessuno dei responsabili dell’epoca lavora ancora nei due enti.


Le persone coinvolte

I quattro manager erano Dave Brailsford, guru assoluto del ciclismo “brit” e attuale team principal di Ineos, il coach Shane Sutton, poi allontanato per molestie e bullismo, il discusso psichiatra Steve Peters e Richard Freeeman, medico federale e del Team Sky condannato penalmente il mese scorso per la celebre vicenda della pacchetto contenente testosterone ricevuto al Tour 2012.

In dubbio le medaglie di Londra 2012

La Wada non ha gradito una vicenda che mette in seria discussione l’operato delle autorità britanniche in tema di antidoping alla vigilia dei Giochi di Londra 2012 che rappresentarono l’apoteosi del ciclismo del Regno Unito con un dominio quasi assoluto su strada e su pista e che oggi si prestano a una rilettura molto meno epica.

28 marzo 2021 (modifica il 28 marzo 2021 | 13:27)

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