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la folle pretesa Uefa che mette a rischio le gare a Roma è fuori dalla realtà- Corriere.it

la folle pretesa Uefa che mette a rischio le gare
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Una richiesta illogica, che sfida il buonsenso e mette Roma, e altre undici citt europee, con le spalle al muro: o riusciamo a garantire entro il 7 aprile di poter aprire l’Olimpico ai tifosi o perdiamo l’Europeo. Il diktat dell’Uefa e del suo presidente, Aleksander Ceferin, va oltre il dramma mondiale della pandemia. La sua richiesta perlomeno spregiudicata.

Probabilmente a giugno, quando comincer l’Europeo itinerante, il virus avr allentato la pressione e il piano vaccinale, che per adesso va a rilento, funzioner a pieno regime. Ma Nyon le garanzie le pretende adesso. Un atteggiamento diametralmente opposto rispetto al Cio, che per l’Olimpiade di Tokyo ha vietato gli spettatori provenienti da fuori il Giappone e ha appena deciso di ridurre drasticamente il numero dei dirigenti delle varie delegazioni.

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Il presidente Gravina, impareggiabile diplomatico, gi al lavoro con il governo perch evidente che, in piena emergenza, non pu essere la Federcalcio a decidere sull’apertura dell’Olimpico l’11 giugno, la sera dell’esordio tra Italia e Turchia. Tutti noi tifiamo perch Roma possa ospitare l’Europeo itinerante.

Chiellini, il capitano, ha ringraziato il presidente federale per la battaglia che sta conducendo. Roberto Mancini va oltre: Spero che quella sia la data della vera ripartenza del calcio. La nuova frontiera dopo mesi cupi e gli stadi vuoti in cui si sentono solo le grida dei giocatori. Se Roma dovesse perdere gli Europei la delusione sarebbe enorme, come quando non ci siamo candidati per l’Olimpiade a Roma. Sarebbe importante che anche gli altri sport potessero riaprire, cos come i teatri e i cinema. L’Italia, dopo tanto tempo, stanca e vuole rivivere come prima.

Ma un conto la volont e un altro la realt. Bonucci condivide la linea del c.t. sui tifosi all’Europeo ma ricorda una banalit che a volte perdiamo di vista: La salute viene prima. Roma, oltre alle tre partite degli azzurri, deve ospitare un quarto di finale. Gravina ha gi avviato i contatti con il ministro della Salute, Speranza. La Uefa pretende almeno di riempire gli stadi al 20-25 per cento della capienza.

La decisione politica perch tra dieci giorni certezze non ce ne possono essere. L’Italia, se far partire questa famosa lettera, decider di scommettere su se stessa. Lo stesso discorso potrebbero fare le altre 11 citt interessate. Si parlato in questi giorni delle difficolt di Glasgow, Dublino e Bilbao. Ma per adesso nessuna si tirata indietro. Il discorso articolato. C’ da capire la percentuale degli spettatori e, in caso, chi avr diritto a entrare: sicuramente i vaccinati e forse i tamponati.

Mentre, vista l’evoluzione delle varianti, i guariti dal maledetto Covid potrebbero restare fuori. L’Uefa aspetta, ma non sta ragionando sul piano B. Le lettere dovranno arrivare entro il 7 aprile: 12 giorni dopo, il 19, Nyon ufficializzer le risposte e a quel punto sveler il suo progetto. Chi non garantisce spettatori rester a guardare. Chi li garantisce avr la possibilit, successivamente, di aumentare la quota dentro gli stadi.

27 marzo 2021 (modifica il 27 marzo 2021 | 22:36)

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