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Suez, il blocco della Ever Given costa 10000 milioni di dollari a settimana

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Martedì scorso la nave portacontainer Ever Given ha bloccato il Canale di Suez. Da quel momento la crisi commerciale mondiale si sta aggravando. La navigazione nello stretto è sospesa e non si sa quanto tempo occorrerà a mettere in piedi il gigante “spiaggiato”. La chiusura del canale può costare tra 6.000 e 10.000 milioni di dollari (tra 5.100 e 8.500 milioni di euro) a settimana per il commercio mondiale.

In questa situazione alcune compagnie di navigazione hanno già iniziato a dirottare le loro navi lungo la rotta che circonda l’Africa, pur essendo più lunga e più complicato.

Le previsioni di attesa sono, come minimo, di 10 giorni. Ed allora ecco le navi che stanno partendo dall’Asia studiano un’altra rotta per non entrare nell’ingorgo di Suez fino a quando non sarà risolto.

Una delle prime navi che ha scelto di deviare la rotta è stata la Ever Green una nave da carico gestita dalla compagnia di navigazione Evergreen, la stessa della nave intrappolata.

La compagnia tedesca Hapag-Lloyd, che ha sei navi bloccate, ha annunciato che altre sei delle sue navi sono state reindirizzate sulla rotta africana. Inoltre, la danese Moller-Maersk, una delle più grandi compagnie di navigazione di container al mondo, con 22 navi ferme a Suez ha dirottato due navi attraverso il Capo di Buona Speranza.

La scommessa delle compagnie di navigazione è su quanto tempo durerà il blocco.

Per adesso l’obiettivo dell’operazione di salvataggio guidata dall’Autorità del Canale di Suez è il dragaggio per rimuovere sabbia e fango dall’area di prua dell’Ever Given, compito per il quale sono state spostate tre draghe.

Si sta anche tentando di ridurre il livello dell’acqua nello spazio vuoto di prua della nave e nella sala del propulsore di prua. Nonostante ciò, tutti i tentativi di rimettere a galla la nave sono, fino ad ora. Si sta preparando a ricevere altri due rimorchiatori domani. Le operazioni ritarderanno e questo non è un bene né per le 248 navi in ​​coda in attesa, né per l’intero commercio mondiale.

L’opzione di girare intorno al Capo di Buona Speranza è possibile però per le grandi petroliere e le grandi navi portacontainer che hanno una capacità di carburante sufficiente.

Un altro aspetto considerato sulla deviazione nella rotta africana è la minaccia della pirateria. Nel 2020 gli incidenti di pirateria nel mondo sono stati 195 contro i 162 registrati nel 2019. Rischi soprattutto registrati nel Golfo di Guinea e nello Stretto di Singapore, con oltre il 95% del numero di equipaggi sequestrati.

In tutta questa confusione gli Stati Uniti hanno offerto sostegno all’Egitto negli sforzi per sbloccare il Canale di Suez. La Casa Bianca sta negoziando con il Paese arabo per vedere come potrebbe aiutare per riaprire questa infrastruttura. E il mondo attende.





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