Cavani il calciatore piu forte che abbia mai allenato

“Cavani il calciatore più forte che abbia mai allenato”

Delio Rossi (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

Delio Rossi è intervenuto ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione in onda su 1 Station Radio, ed ha parlato di vari temi, tra cui la Nazionale, il Napoli e di Edinson Cavani. Di seguito le sue dichiarazioni.

Delio Rossi sul Napoli e su Cavani

(Getty Images)

“Tanto di cappello a Mancini per i risultati ottenuti. Non è semplice in questo momento mantenere tutti su una corda e dare continuità ai risultati. Gioco più scintillante in altre partite rispetto a ieri con la Bulgaria, ma l’importante è ottenere punti Europeo? Le prerogative per disputare un’ottima competizione ci sono tutte, ma sarà fondamentale il come ci arriverai: perché i valori tecnici, che ci sono, dovranno essere espressi al meglio in quel periodo”.

Sul Napoli:

“Hanno avuto diversi infortuni, qualcosa di impronosticabile in questa stagione e chi fa paragoni con i campionati precedenti sbaglia. Sono presenti delle variabili che sfuggono, con una rosa completa il Napoli è di un livello, e con giocatori fondamentali assenti, è ovvio che il livello non è più lo stesso. Società-Gattuso? I Presidenti partono dal presupposto che loro spendono soldi, e quindi, a prescindere da chi mette in campo l’allenatore, bisogna raggiungere l’obiettivo prefissato ad inizio stagione, il quale, nel caso del Napoli, è il piazzamento Champions. E se non raggiungi questo obiettivo, importante per le casse, fai un “Bagno” in termini economici”.

Sulla crisi economica causa Covid:

“Noi dal 2006 stiamo ballando sul Titanic ed onestamente non puoi pensare di andare avanti cercando altri introiti. Bisogna limitare prima di tutto le spese, poi se arrivano gli introiti giusti, bene. Ad esempio la Roma ha Dzeko, un calciatore di 35 anni che guadagna 7,5 milioni di euro e, ad oggi, dovrebbe avere un nuovo “Dzeko” di 21 anni con uno stipendio molto più basso. Quanto hanno inciso le coppe in una stagione così particolare? Le coppe incidono indipendentemente dal Covid, e lo fanno soprattutto se non hai la struttura tale da poter giocare la partita della vita ogni tre giorni. Io sono andato in Champions con la Lazio, e non avevo la rosa adeguata per giocare ogni 3 giorni, dove sai che è importante la partita contro il Real Madrid ma lo è altrettanto quella con il Chievo. Progetto giovani durante la mia esperienza all’Atalanta? Quando sono arrivato hanno investito poco nel settore giovanile, soprattutto per problemi economici e, dunque, si sono concentrati sulla prima squadra. Quando, in seguito, hanno risolto i loro problemi, sono tornati a fare ciò che sanno fare meglio ed hanno costruito qualcosa di importante”.

Su Cavani:

“Io ho avuto il giocatore più forte fisicamente mai visto. Aveva la forza di presentarsi davanti al portiere e poi ritornare a contrastare sulla fascia l’attaccante avversario. Arrivava sotto porta 4-5 volte, e quando arrivi 4-5 volte sotto porta, prima o poi la butti dentro. Giocatore formidabile, all’epoca era giovane ma si intravedevano già le sue grande qualità. Le frizioni con Zamparini arrivarono proprio quando decise di vendere Cavani ad una diretta concorrente che, all’epoca, era il Napoli. Chiesi di cederlo all’estero, ma alla fine lo prese De Laurentiis. Salernitana? Lotito è una persona ambiziosa, ma con i piedi per terra. Sicuramente ha intenzione di portare la Salernitana in Serie A, sarebbe un motivo di vanto per lui, per la società e la Campania, ma ha un occhio di riguardo in più per la Lazio. Io vicino al Napoli? Sì, in serie C. All’inizio dell’epoca ADL, fui costretto a dire di no perché ero in Serie A con il Lecce”.




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