Cinque ore di attesa con lambulanza davanti al Pronto Soccorso

«Cinque ore di attesa con l’ambulanza davanti al Pronto Soccorso»- Corriere.it

Immagini e un racconto che sembrano riportarci indietro di tanti mesi. E invece accade ancora: ambulanze bloccate per ore fuori dagli ospedali, in attesa di far ricoverare pazienti positivi al Covid. Lo racconta un medico del 118 di Bari (la Puglia è in zona rosso rafforzato dal 27 marzo e fino al 6 di aprile) Francesco Papappicco, in un post su Facebook che inizia così «Per chi ancora finge di non sapere».

L’ambulanza ferma fuori dal Pronto Soccorso

Il post riporta la data di domenica 28 marzo, e racconta di quanto accaduto all’ospedale della Murgia di Altamura, provincia di Bari. L’ambulanza intorno alle 21 soccorre un paziente intorno ai 70 anni e lo porta in ospedale con codice arancione e in «stato soporoso». Il paziente risulta positivo al tampone per il Covid, nel frattempo è passata mezz’ora e l’ambulanza resta in attesa fuori dal Pronto Soccorso.


Cinque ore di attesa

«A questo punto, paziente ancora in carico al nostro equipaggio, in ambulanza, al freddo. In esaurimento bombole d’ossigeno ai mezzi. Diagnosi ex post pre-accettazione: sospetto neuro-Covid» si legge nel post del medico del 118 che precisa come in ospedale non ci siano posti disponibili. Un post corredato dalle immagini, delle ambulanze, e dei risultati degli esami eseguiti sul paziente, che resta lì, in ambulanza. Passano i minuti, e poi le ore, cinque per l’esattezza. Alle 2 di notte il medico scrive: «Siamo ancora qui in attesa. Seguirà sanificazione ambulanze… Nel frattempo territorio scoperto». E sottolinea la data, 29 marzo 2021. A oltre un anno dall’inizio dell’emergenza Covid in Italia.

«È così da anni, la pandemia ha aggravato la situazione»

Noi abbiamo interpellato il medico autore del post e lui ci ha raccontato: «È un problema che esiste da anni, e che la pandemia non ha fatto che acuire. Gli equipaggi del 118 con pochi mezzi e personale in organico subiscono da un anno a questa parte attese interminabili fuori dai Pronto Soccorso a causa dell’andata eccezionale di pazienti affetti da Covid senza avere la possibilità di farli entrare in tempi ragionevolmente appropriati». E questo, ci spiega, Francesco Papappicco, ha delle ripercussioni molto gravi: «I rischi sono innanzitutto per i pazienti che trasportiamo, visto che il 118 viene trattato da cuscinetto, su di noi vengono riversati compiti che non sono nostri, e oltretutto se le ambulanze del 118 rimangono bloccate con pazienti critici a bordo in attesa di ricovero a causa del «tutto pieno» nei reparti Covid, non rimangono sul territorio unità mobili di rianimazione per tutte le altre emergenze».

«Così si rischia di morire prima di essere soccorsi»

In particolare nella zona di Altamura, Gravina e Poggiorsini, ci racconta, ci sono solo due mezzi a disposizione, di cui uno non attrezzato per le emergenze perché è un’automedica. Perciò se l’ambulanza rimane ferma per ore davanti al Pronto Soccorso non c’è nessuno che possa intervenire in caso di altre emergenze: «Finisce che le chiamate di soccorso rimangono in attesa, o le persone muoiono prima di essere soccorse, a causa dell’assenza o penuria di altri mezzi 118 disponibili ad intervenire»

29 marzo 2021 (modifica il 29 marzo 2021 | 16:40)

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