Ho dovuto smettere di giocare ma ora curo gli interessi

«Ho dovuto smettere di giocare, ma ora curo gli interessi dei campioni»- Corriere.it

Simone Farina è un nome che forse oggi non tutti ricordano, ma 10 anni fa una sua denuncia, ai tempi del Gubbio, diede il via alla seconda parte dell’inchiesta Last Bet, che spaccò il muro di omertà sul fronte partite truccate nel calcio italiano. Il 18 aprile compirà 39 anni.

Lo scandalo

All’epoca delle denuncia per Simone Farina ci fu breve fama e l’allora C.t. Cesare Prandelli lo invitò al raduno della Nazionale in vista di Euro 2012. E ricevette pure i complimenti dell’allora presidente della Fifa, Joseph Blatter. Ma ben presto terminò la sua carriera da calciatore. Intervistato da «La Gazzetta dello Sport», l’ex difensore ha raccontato la sua nuova vita e parla di cosa sia cambiato nel calcio dopo quegli eventi: «Io non mi sento eroe e l’ho sempre detto. Ho fatto solo quello che era giusto fare, proteggendo la mia professione. Certo, ho pagato un prezzo importante perché ho dovuto smettere di giocare, ma ho avuto la capacità e la fortuna di reinventarmi in un contesto internazionale. Sono direttore generale di un’agenzia di procuratori svizzera, la «First». Mi occupo di opportunità commerciali e sportive. Abbiamo anche fatto una social school per insegnare l’uso dei social, oltre che curare la parte «integrity». Alla First, adesso, abbiamo gente come Dani Olmo del Lipsia, Ikoné del Lilla, Majer e Jakic della Dinamo Zagabria. Ho aperto anche una Academy in Inghilterra e una scuola calcio a Roma, la mia città. Con i giovani ho sempre lavorato bene».

L’importanza della formazione dei giovani

In qualche modo è rimasto in ambito calcistico: «C’è tanta formazione sul tema integrità e l’Italia sta lavorando bene. Per i ragazzi è fondamentale per non cadere in tentazione. Dieci anni fa era un terreno che nessuno conosceva. Ora le federazioni e le leghe sono molto sensibili. Se ho l’impressione di essere stato dimenticato? Devo essere sincero: all’inizio sì, ma lo giustificavo persino, perché la mia denuncia aveva avuto una risonanza mediatica enorme, anche se io non avrei voluto. Era un momento di caos. Poi ho avuto la fortuna di incontrare il presidente della Lega di B (all’epoca era Andrea Abodi), che quando ha saputo che potevo essere interessato a collaborare in Italia, mi ha chiamato immediatamente. Lui mi ha sdoganato e ora posso dire di non essere stato dimenticato». E sul rischio delle combine oggi, Simone Farina sottolinea: «Il problema del match fixing c’è stato, ma ora è più difficile che accada. Società e leghe sono a conoscenza di tutto. Ma è normale che ci siano dinamiche che possono sfuggire. Non bisogna mai abbassare la guardia. Più rischi con la crisi Covid? L’infiltrazione può sempre succedere. Per questo è importante investire sulla formazione dei giovani. Si è cominciato 10 anni fa e ora se ne vedranno i risultati. La pandemia potrebbe essere anche un banco di prova perché nei problemi potrebbero esserci rischi, però supereremo questo momento».

29 marzo 2021 (modifica il 29 marzo 2021 | 17:25)

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