Lazio Lulic non ce rinnovo Il capitano ai saluti dopo 10

Lazio-Lulic, non c’è rinnovo. Il capitano ai saluti dopo 10 anni d’amore

È in scadenza di contratto e non ci sarà il rinnovo. Il capitano 35enne, dopo aver superato un lungo infortunio, ha deciso di tornare in Svizzera dove vive la famiglia. Ma prima vuole togliersi un’ultima soddisfazione…

Verso i titoli di coda di una storia bellissima senza cambiare il modo di guardarsi. Senad Lulic a fine stagione saluterà la Lazio. È in scadenza di contratto: non ci sarà il rinnovo. Il capitano biancoceleste ha deciso di tornare in Svizzera dove vive la famiglia. A gennaio ha compiuto 35 anni e l’ultimo è stato particolarmente travagliato a causa delle tre operazioni alla caviglia. Con un recupero diventato a un certo punto un vero e proprio calvario, che ha pure adombrato il rischio del capolinea della carriera.

tornato in campo

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Tenacemente, Lulic ha invece superato i vari ostacoli ed il 21 gennaio è tornato in campo, nella sfida di Coppa Italia contro il Parma. Praticamente, dopo un anno visto che la sua precedente apparizione era datata 5 febbraio 2020, in campionato contro il Verona. Poi, ha totalizzato altre nove presenze: sei in campionato, di cui due dal primo minuto. E soprattutto ha potuto esordire in Champions, un progetto inseguito a lungo nella sua esperienza laziale. Contro il Bayern Monaco, è subentrato nelle due sfide. Portando così a quota 58 le sue gare con la Lazio nelle varie competizioni europee per raggiungere al secondo posto nella relativa graduatoria Luca Marchegiani, a sei lunghezze dal primato di Paolo Negro. In totale, con la maglia biancoceleste l’esterno bosniaco è arrivato a 361 gare, in quinta posizione nella classifica dei fedelissimi.

SIMBOLO

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Il suo nome è accostato ormai in maniera diretta al gol con cui firmò il successo sulla Roma nella finale di Coppa Italia del 2013. Una prodezza che ha fatto entrare Lulic nella storia della Lazio. Quel minuto 71 che ancora quotidianamente rimbomba con la cronaca dell’azione-cult nelle radio romane rivolte ai laziali. Per i tifosi Lulic non è solo un idolo trasfigurato tra gli eroi per sempre. È di più in un rapporto dai toni quasi familiari. Ricordando quel gol Senad può infatti essere considerato un parente stretto o un amico di sempre. In biancoceleste è andato a segno altre 33 volte il cursore infaticabile della fascia sinistra, giunto nel 2011 dalla formazione svizzera degli Young Boys. Dal 2017, dopo la partenza di Biglia, è diventato il capitano. Un’investitura richiesta quasi a fuori di popolo oltre che di spogliatoio. Subito vincente con la fascia: alla prima gara ufficiale, con i gradi, il trionfo nella Supercoppa contro la Juventus. E nell’altra Supercoppa vinta contro i bianconeri, dicembre 2019, è arrivato anche un suo gol, quello del sorpasso definitivo per puntare al 3-1 finale.

REGALO FINALE

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Dieci anni insieme da concludere con l’intensità di sempre. Con giorni che ora scorrono nella normalità. Con un pallone da inseguire anche in allenamento e con la soddisfazione di aver segnato pure in una sfida contro la Primavera (sabato, una doppietta). Con la sua grinta da leader, che ha scortato la gestione Inzaghi sin dal primo giorno, per arrivare a un altro obiettivo, una nuova qualificazione in Champions. Per lasciare da capitano la Lazio sul palcoscenico più alto d’Europa.


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