Padova gli affreschi sconosciuti di Giotto nella Basilica del Santo

Padova, gli affreschi sconosciuti di Giotto nella Basilica del Santo. Parte il cantiere di restauro- Corriere.it

Otto mezzi busti di Sante entro quadrilobi, alternati a motivi decorativi in stile gotico. Non ci sono solo la Cappella degli Scrovegni e il Palazzo della Ragione a Padova a vantare la testimonianza artistica di Giotto. Un importante quanto sconosciuto capolavoro del maestro indiscusso del Trecento si trova nella Basilica del Santo all’interno della cappella dedicata a Santa Caterina. Bisogna alzare lo sguardo per scorgere nel sottarco di ingresso una serie di busti di sante entro clipei. Decorazioni che originariamente facevano parte di una ben pi estesa opera e che un progetto di restauro sta ora portando a nuova vita. Dopo il montaggio del ponteggio, il progetto di restauro dell’arco di ingresso della cappella di Santa Caterina (o delle Benedizioni) infatti entrato nella sua fase operativa. Un complesso intervento di salvaguardia e di studio di un’opera di grande importanza per la storia dell’arte italiana e di sicura attribuzione a Giotto, proposta da Francesca Flores d’Arcais e in seguito avvalorata a pi riprese dagli storici dell’arte.


Busti di Sante e Motivi decorativi in stile gotico

I dipinti rappresentano otto mezzi busti di Sante entro quadrilobi, alternati a motivi decorativi in stile gotico. L’imposta dell’arco poggia su capitelli in marmo dipinti e dorati, e le paraste, decorate a finto marmo, presentano due stemmi lapidei speculari. Lo stato conservativo dell’opera era ritenuto gi dalla stessa Flores d’Arcais nel 1969 in forte degrado e bisognoso di un intervento di restauro. Le pitture di Giotto sono state reintegrate e ridipinte. Il restauro sar preceduto da una serie di analisi non invasive affidate al Ciba, centro interdipartimentale di ricerca per i beni archeologici architettonici e storico artistici dell’Universit di Padova. I dati raccolti raffrontati con l’analisi e la mappatura dei dipinti costituiranno la prima fase del progetto di restauro, per delineare la strategia d’intervento per il consolidamento dell’opera e il recupero delle superfici giottesche. Lo studio aiuter anche a verificare recenti ipotesi, come quella relativa al possibile legame tra la figura di animale, interpretata come scrofa, e la famiglia degli Scrovegni, a cui legato il celebre affresco nella cappella dell’Arena.

I promotori del restauro

Il restauro promosso dall’Ente Basilica Sant’Antonio di Padova. Delegazione Pontificia. L’esecuzione del restauro, sotto il diretto controllo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia le Province di Belluno, Padova e Treviso, soprintendente Fabrizio Magani, storica dell’arte Monica Pregnolato ed eseguito con la direzione scientifica di Giovanna Valenzano, incaricata dalla Delegazione Pontificia e la direzione tecnica di Cristina Sangati della impresa esecutrice AR Arte e Restauro S.r.l. Padova. La Delegazione ha fortemente voluto il restauro, auspicando che fosse un’operazione ai massimi livelli scientifici – sottolinea il Delegato Pontificio per la Basilica di Sant’Antonio in Padova, l’Arcivescovo Fabio Dal Cin –. Siamo consci che la bellezza di questi luoghi sia parte della devozione dei fedeli e un’eredit preziosa da preservare

29 marzo 2021 (modifica il 29 marzo 2021 | 17:59)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




Source link

About Bourbiza Mohamed

Check Also

E sicuro mischiare i vaccini Tra una dose e laltra

«È sicuro mischiare i vaccini. Tra una dose e l’altra anche 42 giorni»- Corriere.it

Dopo una prima dose di AstraZeneca si può passare a un richiamo con Pfizer o …

Rispondi