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«Volevo la doppietta, il Covid è un peso»- Corriere.it

Volevo la doppietta il Covid e un peso Corriereit


Cambiano i fattori, ma non il prodotto, anche se la confezione della boutique manciniana magari non è scintillante come al solito: l’Italia ne vince due su due, senza subire gol, fatica a imporsi per almeno un’ora, come nella ripresa contro l’Irlanda, ma non perde mai il suo spirito e il suo spartito, i due elementi che l’hanno riportata in alto.

Roberto Mancini si prende tre punti anche in Bulgaria, dove gli azzurri avevano pareggiato quattro volte e perso due. Nel suo piccolo è un tabù spezzato: «Le partite sono tutte molto difficili — sottolinea il c.t. — soprattutto quando affronti squadre che si mettono tutte dietro alla palla e aspettano di partire in contropiede: finché non la sblocchi, diventa complicato. Poca cattiveria in zona gol? Non mi sembra che le altre vincano con sette, otto gol di scarto. La differenza reti è importante, ma noi speriamo di battere anche la Svizzera. In questo momento i giocatori non sono così brillanti e comunque abbiamo rischiato poco e creato parecchie occasioni».


Cambiano i centravanti, ma dopo Immobile segna anche il «gemello» Belotti, che si procura il rigore e lo realizza, in mancanza dello specialista Jorginho: «Il pallone pesava — sorride l’attaccante granata — ma eravamo d’accordo che tirassi io. Sono arrabbiato per il palo, perché la palla ha preso un giro strano e sulla ribattuta non mi sembrava di avere spazio: una doppietta avrebbe reso più tranquilla la serata. Perché non siamo così brillanti? Il Covid ha colpito tanti di noi: io l’ho avuto prima di questo ritiro, altri compagni in autunno. È un nemico subdolo e per questo auguro a chi l’ha preso di guarire presto. Veniamo da due stagioni senza sosta, la stanchezza si fa sentire. Eppure questa Nazionale è sempre propositiva ed è un gran gruppo. È giusto che le aspettative siano alte, perché siamo veramente forti e giochiamo un bel calcio: è un motivo di orgoglio per noi e credo anche per gli italiani».

L’orgoglio è il sentimento prevalente di Manuel Locatelli, criticato per la prestazione non all’altezza della sua qualità con l’Irlanda e decisivo a Sofia per il cambio di marcia nel finale, con il primo gol azzurro: «Ho i brividi ancora adesso — dice il centrocampista del Sassuolo — . Gioco a calcio per l’emozione, vivo di quello. Noi diamo per scontate tante cose, ma queste sono quelle belle».

28 marzo 2021 (modifica il 28 marzo 2021 | 23:40)

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