Cosi puoi ridurre lo stress quando corri ecco leffetto Runfulness

Così puoi ridurre lo stress quando corri, ecco l’effetto «Runfulness»- Corriere.it

Corsa e mente. Cosa succede al cervello quando corriamo? Due recenti ricerche commissionate da Brooks, azienda leader nel settore delle scarpe da corsa, dimostrano come correre possa predisporre il cervello alla creatività e a nuove idee. «Abbiamo sempre saputo che correre è molto di più che migliorare il proprio aspetto fisico – spiega Matthew Dodge, amministratore delegato di Brooks Running Emea — . È chiaro che la corsa può ridurre lo stress e portare in uno stato di benessere che sblocca nuovi modi di pensare e nuove opportunità. Mentre corrono, le persone possono trovare il potere di cambiare una giornata, una vita e, sì, anche il mondo». Questo stato di consapevolezza e benessere è chiamato da Brooks Runfulness.

Sensori cerebrali

Lo studio pilota sull’«effetto Runfulness» condotto in collaborazione con il professor Olivier Oullier, specialista di fama internazionale con oltre 20 anni di esperienza nel campo delle neuroscienze comportamentali, ha monitorato l’attività elettrica della corteccia cerebrale (lo strato superiore del cervello) prima, durante e dopo una corsa su tapis roulant con esposizione a vari ambienti visivi e uditivi. L’applicazione di sensori cerebrali con tecnologia EEG (ElectroEncephaloGraphy) per la misurazione dell’attività elettrica del cervello ha permesso di rilevare l’evoluzione dello stress e della concentrazione eccessiva dei runner nelle diverse fasi, esaminando come contesti diversi possano influenzare lo stato mentale mentre si corre. «La Runfulness è lo sblocco della mindfulness da parte dei runner ed è diversa per ognuno — spiega il professor Oullier –. La ricerca svolta ha dimostrato che questo effetto si crea quando la corsa è così bella e liberatoria che la tua mente ti porta dove non possono portarti i piedi. Affinché questo accada i livelli di stress e concentrazione devono diminuire in maniera simultanea. La mente a questo punto si rilassa e il runner entra in un flusso in cui nuove idee vengono sbloccate». Secondo i dati raccolti l’80% dei partecipanti ha mostrato una chiara diminuzione del livello di stress e il 40% del livello di concentrazione eccessiva nello stesso intervallo in cui lo stress diminuiva. «Questo abbassamento simultaneo — sottolinea il professor Oullier nel report di Brooks — può portare le persone a disconnettersi dal mondo e dalle preoccupazioni quotidiane e vivere il momento, favorendo così l’effetto Runfulness».

Meglio il contesto che la musica

La ricerca ha rilevato inoltre come questo effetto si manifesti più facilmente quando i runner sono circondati da un ambiente che trovano visivamente appagante, ma senza distrazioni uditive come radio, podcast o musica. La condizione di Runfulness sembra verificarsi inoltre in momenti della durata di alcuni minuti, quei minuti però possono avere un impatto significativo sulle scelte fatte. Abbiamo chiesto al professor Oullier se esistano differenze tra uomini e donne nello sperimentare l’effetto Runfulness e ha risposto che al momento non è possibile stabilirlo e neppure che fattori esterni, come differenti tipologie di dieta, possano influenzarlo in qualche modo. Si tratta tuttavia di aspetti che andrebbero approfonditi con ulteriori studi. Un effetto simile al Runfulness potrebbe però essere sperimentato in altri sport. Il professor Oullier ha infatti ipotizzato che potrebbe crearsi uno stato mentale simile nel nuoto. Un effetto «swimfulness» in questo caso. Il nuoto in piscina in particolare con la ripetitività delle vasche e l’isolamento della corsia sembra l’ambiente più adatto. In un buon contesto quindi sarebbe possibile vedere un abbassamento dei livelli di stress e attenzione. Quando si tratta invece di sport di squadra o con un avversario, come il tennis per esempio, è altamente improbabile che si possa raggiungere quello stato di benessere e consapevolezza. L’interazione con altri compagni o l’attenzione verso gli avversari e la palla creano dei picchi di attivazione necessari per il gioco. Al contrario per la Runfulness occorre che l’attività fisica sia ripetitiva e senza distrazioni o interruzioni.

I 5 consigli di Brooks

Tra dicembre 2020 e gennaio 2021 Brooks ha voluto inoltre coinvolgere la sua «Run Happy Community» per un secondo studio sugli effetti della corsa sulla mente. Il sondaggio svolto ha visto la partecipazione di runner localizzati in 7 diversi paesi (Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Spagna e Paesi Bassi). Secondo i risultati il 45% delle persone corre per rilassarsi, mentre solo il 25% degli intervistati ha un obiettivo fisico da raggiungere. Il 77% ha inoltre dichiarato di sentirsi pronto a nuove sfide dopo una corsa, mentre 8 runner su 10 si sentono ricaricati dopo l’allenamento. L’80% dei partecipanti afferma infine di aver sperimentato nuove idee durante la corsa, di aver concretizzato nuovi progetti e di aver preso decisioni importanti sulla propria vita. In seguito ai risultati della ricerca e delle interviste svolte Brooks ha proposto 5 tips da seguire per aumentare le possibilità di raggiungere lo stato di Runfulness: correre in silenzio, correre in solitaria, evitare pressioni su orari di uscita o rientro dalla corsa, indossare attrezzatura comoda, ma soprattutto non forzare la propria mente, ma aspettare che il flusso di pensieri si sblocchi lasciando che l’effetto Runfulness venga da noi.

30 marzo 2021 (modifica il 30 marzo 2021 | 19:14)

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