Fine vita ad Ancona il giudice nega il suicidio assistito

Fine vita, ad Ancona il giudice nega il suicidio assistito a Mario, 42enne tetraplegico- Corriere.it

Nel 2019 la sentenza della Corte Costituzionale sul caso Cappato ha stabilito che l’attivista non era punibile per aver accompagnato Fabiano Antoniani (in foto, ndr) in Svizzera per il suicidio assistito e stabiliva i criteri per accedere alla morte medicalmente assistita in assenza di un intervento legislativo del Parlamento.

Se fai i conti ogni santo giorno con dolori inenarrabili e se la tua vita è negli artigli di una sorte nera, lenta e inesorabile, puoi anche arrivare a sognare di morire. Mario vuole andarsene. E non sa nemmeno se essere più deluso o più arrabbiato perché gli hanno detto che non può scegliere di morire nel modo in cui vorrebbe, cioè con il suicidio assistito.

Mario: «Così non voglio vivere»

«Io voglio salutare la mia famiglia e i miei amici e poi chiudere gli occhi per sempre. È un mio diritto. Perché devono decidere loro il mio fine vita?» se la prende parlando con i suo legali. «Le cure palliative e la sedazione profonda sono una cosa diversa e sono già legali nel nostro Paese, per quelle non c’era nessun bisogno di chiedere a un giudice. So che fisicamente non sentirei nulla in ogni caso, ma potrei durare giorni e giorni e non voglio sottoporre a questo strazio chi mi sta vicino. Voglio mandar giù il farmaco e andarmene il minuto dopo. È un diritto che mi ha dato la Corte Costituzionale. Possibile che un giudice non applichi una sentenza della Consulta?».

La richiesta del farmaco letale

Mario è sfinito ma non ha intenzione di mollare. Il suo è un nome inventato, l’Associazione Coscioni l’ha scelto per quest’uomo di 42 anni, da 10 immobile (dopo un incidente), sempre più sofferente e senza nessuna speranza di recupero. Il segretario dell’Associazione, l’avvocatessa Filomena Gallo, è nel suo collegio difensivo e ieri è toccato a lei informarlo della decisione presa dal tribunale civile di Ancona. Mario e i suoi legali avevano chiesto al giudice civile di ordinare alla Asur — l’Azienda sanitaria regionale — di verificare le sue condizioni di salute per poter poi accedere alla prescrizione e somministrazione del farmaco letale.

La sentenza Cappato/djFabo

Un passo che nel nostro Paese non è finora mai stato fatto ma che in questo caso è stato chiesto in nome della sentenza che la Corte Costituzionale ha emesso a novembre del 2019. Quella sentenza stabiliva che l’attivista e radicale Marco Cappato non era punibile per aver accompagnato nella clinica svizzera del suicidio assistito Fabiano Antoniani, rimasto tetraplegico e cieco in un incidente stradale e conosciuto da tutti come dj Fabo. Ma in quello stesso verdetto la Consulta si era pronunciata anche sui possibili casi futuri. L’avvocatessa Gallo spiega che «si stabilivano i criteri per accedere alla morte medicalmente assistita e si diceva, in sostanza, che — se il Parlamento non fosse intervenuto con una sua legge — sarebbero valsi quei criteri a partire dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza sulla Gazzetta ufficiale. Ovviamente dopo la pronuncia necessaria del comitato etico. Quindi, per riassumere, il tribunale di Ancona disconosce e non applica una sentenza della Corte Costituzionale».

La lettera a Draghi

Mario ha già scelto di non arrendersi. Ha deciso assieme ai suoi legali di scrivere al presidente del Consiglio Draghi per attivare il Parlamento sulla questione del fine vita, altre due lettere sono partite per i ministri della Salute e della Giustizia per chiedere anche il loro intervento. E nei prossimi giorni sarà presentato un reclamo contro la decisione del tribunale civile di Ancona. Le sue condizioni in questi ultimi giorni sono molto peggiorate. «Faticava anche a parlare» racconta l’avvocatessa Gallo. Ma ha scandito bene le parole quando mi ha detto: «Andiamo avanti, non posso accettare che vogliano prolungare la mia sofferenza». In una lettera per l’Associazione Coscioni Mario ha scritto: «Non riesco a muovere un muscolo. I dolori aumentano. Per me questa non è più vita ma pura sopravvivenza»

31 marzo 2021 (modifica il 31 marzo 2021 | 08:50)

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