il cuore di Scott Kelly si e ristretto Effetti dellanno

il cuore di Scott Kelly si è ristretto. «Effetti dell’anno passato in orbita»- Corriere.it

Ha riservato una sorpresa il cuore dell’astronauta Scott Kelly che aveva trascorso 340 giorni sulla stazione spaziale internazionale. Le indagini compiute successivamente al ritorno sulla Terra il 1 marzo 2016 hanno rivelato che il ventricolo sinistro del suo muscolo cardiaco ha perso il 27 per cento della massa muscolare rimpicciolendosi in maniera stabile. La ricerca stata compiuta da Benjamin D.Levine dell’Universit del Texas. In assenza di peso tutto il corpo viene sconvolto e i muscoli, in particolare, non compiendo pi lo sforzo di contrastare la gravit perdono tonicit. Lo stesso cuore facendo meno fatica a pompare il sangue noto che subisce una riduzione nella massa che in alcuni casi pu addirittura raggiungere il trenta per cento. Ma dopo il rientro sulla Terra in genere tutto torna alla normalit.

Il soggiorno in orbita

Su Scott Kelly le indagini sono continuate in modo pi approfondito tanto da mettere in evidenza invece la perdita costante. Ma non ho alcun sintomo strano per essere stato nello spazio — ha tranquillizzato Kelly —. Oggi, se me lo permettessero, rifarei tutto da capo. Ora Kelly in pensione dalla Nasa ma le sue condizioni sono sempre stato confrontate con quelle del fratello rimasto a terra, anche lui astronauta, proprio per cogliere eventuali differenze.
Durante il soggiorno in orbita, a subire conseguenze sono vari sistemi dell’organismo: le ossa perdono calcio, la circolazione sanguigna gonfia il volto degli astronauti perch il sangue arriva pi facilmente alla testa e le parti estreme come le mani e i piedi sono meno ossigenate. Inoltre pure le cellule dell’occhio si alterano e il sistema immunitario si indebolisce.

I cosmonauti russi

Per combattere il cambiamento che incide soprattutto nelle lunghe missioni di sei mesi che ormai sono lo standard, gli astronauti devono compiere esercizi fisici per circa un’ora e mezza ogni giorno. E cos faceva anche Scott Kelly e il suo compagno d’avventura, il cosmonauta russo Mikhail Kornienko, rimasto lo stesso periodo a bordo. Ma da parte russa non stato comunicato se le conseguenze siano state uguali. Tra l’altro proprio nei giorni scorsi una ricerca dei medici russi sulle cause di morte dei loro cosmonauti dimostrava che la quasi totalit era dovuta a infarti cardiaci.

Il parallelo con il nuotatore

Il dr. Levine ha messo in evidenza una correlazione rilevata con il nuotatore Benoit Lecomte che nel 2018 cercava, senza riuscirci, di attraversare l’Oceano Pacifico a nuoto. Ma rimanendo in acqua per otto ore di seguito per 159 giorni (poi dormiva su una nave che lo seguiva) si trovava in una condizione orizzontale che produceva sul suo corpo effetti analoghi a quelli riscontrati sull’astronauta, cio una riduzione della sua massa.

I preparativi per Marte

La Nasa esplora con molta attenzione gli effetti sull’organismo umano in vista della missione umana su Marte che sta preparando per gli anni trenta del secolo. Gli astronauti dovranno infatti compiere una traversata di circa sette mesi, poi sostare sul Pianeta Rosso dove la gravit un terzo di quella della Terra e infine riprendere il viaggio verso casa. Il tutto per circa tre anni in condizioni di gravit zero o ridotta. Quindi indispensabile conoscere le conseguenze per predisporre interventi correttivi.

31 marzo 2021 (modifica il 31 marzo 2021 | 17:14)

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