Leo Borg il figlio di Bjorn ancora a caccia della

Leo Borg, il figlio di Bjorn ancora a caccia della sua prima vittoria da professionista- Corriere.it

Leo ha un cognome che gli pesa sulla schiena da quando ha preso per la prima volta in mano una racchetta. E «il figlio di», nell’immaginario comune, deve essere quanto di più vicino ci sia al papà o alla mamma. Magari, il piccolo Borg diventerà come il grande Bjorn, ma per adesso la strada è in salita anche se il tempo è suo alleato: Leo compirà 18 anni il prossimo 15 maggio, e avrà mille altre occasioni per scalare la classifica o farsi notare non solo per l’eredità.

Per il momento, però, la prima vittoria nel circuito professionistico si fa attendere. Aveva ottenuto una Wild Card al Challenger 80 di Marbella, ma ha perso contro il giapponese Taro Daniel, numero 118 del ranking mondiale, racimolando soltanto tre game (6-1 6-2).


Avrà un’ulteriore opportunità, sempre a Marbella, sfruttando un’altra wild card stavolta per un Atp 250, per riprovarci: nel 2020 aveva debuttato in un Challenger nel circuito maggiore a Bergamo, perdendo anche nella successiva occasione a Pau (in Francia) prima dell’interruzione dell’attività. A livello giovanile, invece, Borg jr viaggia e, prima di perdere a Marbella, aveva vinto il torneo giovanile di Porto Alegre.

Da Leo Borg a Daniel Maldini a Mick Schumacher: quando lo sport è un affare di famiglia


Leo Borg


«La gente sta iniziando a giudicarmi più per il mio tennis, piuttosto che concentrarsi sul fatto che sia il figlio di Bjorn Borg – ha raccontato Leo al sito dell’Itf -. Sto cercando di arrivare in cima e il mio gioco ha fatto molta strada. Prima, forse mi paragonavano a mio padre. Non mi importava, perché è normale, ma ora penso che le persone mi riconoscano di più e non vedano necessariamente mio padre. So che mi seguirà per tutta la vita, almeno quando gioco a tennis, quindi non è un grosso problema per me ed è qualcosa con cui devo fare i conti. Non ci ho mai pensato troppo o lo guardo come se fosse una cosa difficile. È qualcosa di cui mi prendo cura».

E poco gli importa se mamma Patricia fosse spaventata al pensiero di vedere Leo sugli stessi campi trionfalmente calcati da papà Bjorn: giocava a calcio fino a 11-12 e aveva il sogno di giocare per il Real Madrid, «poi ho deciso di giocare a tennis perché mi sembrava giusto e sentivo di poter avere un futuro».

31 marzo 2021 (modifica il 31 marzo 2021 | 16:38)

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