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Viaggi all’estero e covid, nuova ordinanza: le regole


Stretta per i viaggi per tutte le vacanze di Pasqua, fino al 6 aprile. Chi arriva o rientra da Paesi dell’Unione europea dovrà fare un tampone in partenza, rispettare una quarantena di 5 giorni al rientro e sottoporsi a un ulteriore tampone alla fine dei 5 giorni.


L’ordinanza, firmata dal ministro Speranza nel pomeriggio di ieri, è stata concordata con il premier Mario Draghi, confermano fonti di Palazzo Chigi, spiegando che la misura vuole essere un “forte deterrente” alle partenze.

Questa nuova misura arriva dopo le proteste dei giorni scorsi, con il settore del turismo ‘made in Italy’ sul piede di guerra. Ma le polemiche non si fermano comunque.

“Trovo curioso che, mentre a cittadini e attività economiche vengono chiesti ulteriori sforzi rispettando le restrizioni e le limitazioni, come giusto per fermare il contagio, siano permessi i viaggi di vacanza all’estero. Non si possono incontrare i propri cari, magari a pochi chilometri di distanza, ma è possibile prendere un aereo e farne migliaia per svago?”, aveva scritto su Facebook il presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini rimarcando: “Un controsenso che penalizza anche tutti gli operatori turistici e gli albergatori che da tanti mesi sono alle prese con forti perdite economiche. Spero si faccia presto chiarezza su questa assurda anomalia”.

Permettendo agli italiani di volare all’estero per Pasqua “si avvantaggia il turismo all’estero: noi contestiamo l’incoerenza di un provvedimento per cui un italiano non può neanche prendere il caffè in patria ma può salire su un aereo e andare in un paese in fascia C”, ha detto Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, spiegando di non “voler fare una battaglia contro chi va all’estero”. “Oggi abbiamo l’85% degli alberghi chiusi, nonostante la massima sicurezza garantita dai protocolli sanitari” adottata dalle nostre strutture, ha osservato. “Noi diciamo solo che se il tampone vale per chi va all’estero, deve valere anche per chi va in un albergo italiano” aveva aggiunto, ricordando come l’associazione “ha fatto una convenzione con i laboratori: siamo pronti a fare tamponi ai turisti in arrivo e in partenza”.

“La toppa come si suol dire è peggio del buco”, scrive in una nota Michaela Biancofiore, parlamentare Forza Italia e Membro del Coordinamento di Presidenza. “L’ordinanza emanata solo oggi (ieri ndr) infatti, che prevede la quarantena al rientro dalle vacanze all’estero e del tampone, sa della più classica excusatio non petita accusato manifesta. Innanzitutto – osserva – perché non ci sono controlli, e dubito che con i problemi che hanno le Asl in questo momento si metterebbero a censire tutti i vacanzieri che dovrebbero fare la quarantena e soprattutto perché non spiega come mai la logica del tampone molecolare non valga anche per il turismo italiano infraregionale”. “I nostri operatori turistici sono costretti a subire poi un doppio affronto da ordinanze , Dpcm. Dl inopportuni, in quanto costretti a rimanere chiusi, non possono nemmeno attrarre e vivere su quel turismo estero che oggi avrebbe opzionato per la nostra Italia, che non ha bisogno di pubblicità. Mentre nei Paesi concorrenti è tutto aperto. Ora ci manca la patrimoniale sempre cara al suo partito di derivazione e possiamo suonare il De Prufundis al nostro Paese. Sarebbe bene che il Presidente Draghi, che gode dell’assoluta fiducia nostra e degli italiani, esercitasse una specie di interim su quello che oggi è il ministero fondamentale per ogni aspetto economico-sociale della nostra società”, conclude Biancofiore .




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