Buti la fase esecutiva del Pnrr ha bisogno di poteri

Buti: la fase esecutiva del Pnrr ha bisogno di poteri adeguati


«Non si potrà dichiarare vittoria dopo che il Piano nazionale di ripresa e resilienza sarà stato approvato. Per due ragioni: le riforme e gli investimenti dovranno procedere di pari passo; e sarà fondamentale la fase di esecuzione e monitoraggio. Siamo passati da una logica di input a una logica di output: non basterà emettere le fatture delle spese fatte, ma bisognerà dimostrare che si ottengono i risultati previsti dagli obiettivi sia a livello intermedio di milestone che di target finali. Non potrà esserci questa volta, come spesso succede con i fondi strutturali, il recupero dell’ultimo minuto». Marco Buti, capo di gabinetto del commissario Ue Paolo Gentiloni sottolinea a più riprese, nel corso di un seminario web organizzato da Assoconsult Confindustria, l’importanza della fase esecutiva del Pnrr. E quando Fabrizio Pagani, ex consigliere economico del Mef e ora Global Head of Economics and Capital Market Strategy di Muzinich&Co, dice che «per il Recovery abbiamo bisogno in Italia della stessa tensione attuativa che abbiamo avuto per il ponte di Genova ma per un periodo di cinque anni» e «serve un nucleo centrale per coordinare la fase attuativa, anche dotato di poteri speciali», Buti si dice totalmente d’accordo: «Servono – dice – poteri di esecuzione che consentano di superare gli ostacoli». Il riferimento è alle procedure italiane particolarmente lente.

Il tema della governance attuativa del Recovery Plan tornerà di stretta attualità politica nei prossimi giorni: Buti e Pagani confermano, per altro, il ruolo fondamentale delle Regioni e degli enti territoriali (il 6 aprile si dovrebbe tenere un incontro proprio sul tema fra governatori e governo).

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Il seminario di Assoconsult, l’associazione delle società di consulenza di management, puntava a evidenziare il ruolo che la consulenza potrà avere per facilitare le varie fasi del Piano e quella di execution in particolare. «È necessario – dice il presidente di Assocunsult, Marco Valerio Morelli – un piano coordinato di investimenti che garantirà la crescita sostenibile negli anni. La Consulenza è pronta a fare la propria parte. Noi – aggiunge Morelli – siamo uno strumento di semplificazione, ma anche acceleratori, e trasferiamo competenze, accompagnando quelle già a disposizione. Potremmo anche essere uno strumento per la riqualificazione professionale della Pa. Metodo, attenzione e velocità sono caratteristiche che ci appartengono e che raccontano il nostro quotidiano. Imprescindibile è anche una progettazione di monitoraggio dei processi di rendicontazione. Proprio perché avremo un ruolo centrale- ha detto infine Morelli – auspichiamo la possibilità di essere, come Assoconsult, un interlocutore attivo dell’attuale Governo».


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