Faenza il killer di Ilenia era in cura in un

«Faenza, il killer di Ilenia era in cura in un centro di salute mentale»- Corriere.it

Cerca di strangolarla, la picchia, la sgozza. E poi confessa tutto agli inquirenti con naturalezza e dovizia di particolari, peraltro riscontrati: i tentativi falliti, la fossa già scavata nella quale avrebbe dovuto buttare Ilenia in settembre, il trolley per trasportarla, la vanga. Un film dell’orrore al quale hanno assistito la pm Angela Scorza e il suo avvocato, Diego Dell’Anna, che a un certo punto hanno incrociato gli sguardi: «Ci siamo guardati, stupita lei, stupito io. Diceva cose di una gravità inaudita, non me l’aspettavo».

L’incidente

Dell’Anna conosce da un annetto Pierluigi Barbieri, l’uomo che il 6 febbraio ha ucciso a Faenza Ilenia Fabbri dopo averci provato due volte, sempre seguendo un piano dell’ex marito della donna, Claudio Nanni. Terminato il sorprendente interrogatorio, Dell’Anna ha voluto capirne di più di questo cliente, cercando di ricostruire i suoi ultimi anni, trascorsi fra lavoretti precari, pestaggi su commissione e carcere: «Non solo, ho trovato che fino al 2016 Barbieri era seguito da un Centro di salute mentale. Poi ha avuto un grave incidente in moto, con un’emorragia cerebrale, ha fatto mesi di ospedale per rimettersi in piedi. E quando è tornato in forma è uscito dai radar del Centro, anche perché ha cambiato città, casa, compagna. Resta il fatto che era ed è un soggetto psichiatrico, con un disturbo della personalità certificato, oltre a essere tossicodipendente».

La scarcerazione

Come dire, un tipo da tenere sotto controllo. Negli ultimi cinque anni Barbieri si è distinto per una serie di crimini che il giudice per le indagini preliminari di Ravenna, Corrado Schiaretti, ha così sintetizzato: «Si è accreditato nell’ambiente malavitoso come soggetto da spedizioni punitive — scrive nell’ordinanza che ha disposto il carcere —. In spregio a qualunque rischio, con la capacità di porre in essere qualsiasi condotta violenta per conseguire un compenso. In sostanza, è noto per essere un picchiatore su commissione». Ne sa qualcosa una persona disabile di Predappio che nel febbraio dello scorso anno se l’è visto piombare in camera con un frustino d’acciaio. L’uomo aveva accettato di guidare un carico rubato di materiale ferroso da Marghera a Ravenna per poi tirarsi indietro. Uno sgarbo. Che la banda volle fargli pagare ingaggiando Barbieri per estorcergli 500 euro, considerato il giusto prezzo del ripensamento.

Il pestaggio

Missione riuscita e lui se ne vantò al telefono con un conoscente, senza sapere di essere intercettato: «Con un calcio gli ho buttato giù la porta… proprio buttata giù… bu-bum, nel frattempo quello si era chiuso nella camera da letto. Ho dato allora un calcio alla porta della camera e non veniva giù, due e non veniva… tre e bum è andata giù. Io non l’avevo mai visto questo, gli son volato addosso con il frustino d’acciaio, bum bum bum. Gli stavo dando una legnata sui denti e fa: “Ma no ma sei matto”. Ho detto: se non tiri fuori i soldi ti rovino». Brividi. «È andata proprio così», ha confermato di recente la vittima. Per quel fatto Barbieri era stato arrestato il 6 aprile 2020 e il 10 agosto scarcerato per poi essere condannato a 5 anni e 4 mesi. «Vista la portata dissuasiva della misura già applicata — ha scritto il giudice di Forlì che l’ha rimesso in libertà — si sostituisce il carcere con il divieto di avvicinarsi alla persona offesa e l’obbligo di presentazione alla pg. Si comunichi la cosa ai servizi socio assistenziali del territorio».

Il procuratore

Nel frattempo Barbieri si era stabilito a Reggio Emilia. «Lui mi ha detto che è andato un paio di volte ai servizi del Sert dove c’è un Centro di salute mentale ma l’hanno rinviato», aggiunge il legale.
Dietro c’è certamente la strategia processuale di far riconoscere un vizio di mente. Bisogna dire che Dell’Anna ha fatto ben tre istanze per farlo scarcerare, nelle quali naturalmente non ha scritto della pericolosità del suo cliente. «Non lo sapevo ancora», assicura. Per il procuratore di Ravenna, Daniele Barberini, «la questione del Centro di salute mentale è emersa dopo l’ordinanza di arresto ed è da verificare. Se ne discuterà certamente al processo dove cercheranno di sollevare il problema della capacità di intendere di volere».
Un processo dove si parlerà di un uomo feroce che girava per la Romagna come una mina vagante. Nanni l’ha innescata e Ilenia è stata sgozzata.

1 aprile 2021 (modifica il 1 aprile 2021 | 11:39)

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