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«Ben tre autisti non l’hanno difesa». E scoppia il caso- Corriere.it

Ben tre autisti non lhanno difesa E scoppia il caso
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«Masturbarsi su un autobus è legale?». Comincia così, nella forma di una provocazione, la lettera scritta da una neo laureata di 23 anni genovese pubblicata su Instagram e ripresa dai media. La neolaureata, Benedetta Castellaro, ha reso noto un fatto che ha avuto come protagonista (e vittima) una sua cara amica di nome Kimberly. Ecco il fatto. Alle nove del mattino di martedì in una zona di Genova, Kimberly è su un autobus Amt della linea sette. Un uomo, secondo il racconto, si avvicina, apre la cerniera del pantalone e inizia a masturbarsi. Quello che sarebbe successo dopo ha convinto Benedetta a passare all’azione. Scesa dall’autobus Kimberly ha chiesto aiuto a tre autisti. Nessuno di loro avrebbe mosso un dito. Indifferenza. Intanto il molestatore ha pedinato Kimberly fino a quando non l’ha vista scomparire in una caserma dei carabinieri. Dove, sempre stando alla ricostruzione fatta da Benedetta, un militare non si è limitato a registrare la denuncia. «Poverina…Lei è davvero una bella ragazza», avrebbe commentato.

Missiva al sindaco Bucci

Benedetta ha riflettuto a lungo prima di postare la lettera su Instagram. Kimberly è una sua amica, la storia l’ha coinvolta personalmente. Tuttavia si è chiesta: quante Kimberly subiscono ogni giorno molestie e aggressioni? Un incoraggiamento a diffondere la denuncia è venuta dalle decine di coetanee che hanno condiviso il suo post e che hanno raccontato di aver subito lo stesso tipo di molestie. Ne ha raccolto almeno una cinquantina, molte avvenute proprio sui mezzi pubblici. Scrive sulla sua pagina social: «Molestie, violenze, stalking, inseguimenti. Episodi simili a quelli di cui ho scritto nella lettera inviata al sindaco di Genova, Marco Bucci, al presidente della Regione, Toti, e alle redazioni dei giornali». Spiega: «Non mi aspetto che le cose cambino dall’oggi al domani ma queste persone devono sapere che c’è un problema ed è necessario che facciano qualcosa per risolverlo. Delle denunce non ci fidiamo più».

Sindaco e governatore

In serata sono arrivate le «risposte» di Bucci e di Toti attraverso un comunicato congiunto: «Quanto accaduto a una ragazza su un autobus a Genova à un fatto di una gravità inaudita. Una molestia inaccettabile messa in atto da un uomo nei confronti di una giovane, davanti all’indifferenza di tutti. Nessuno dei presenti è intervenuto e questo ancora di più rende intollerabile quanto accaduto». Alcune associazioni cittadine che si occupano di violenze alle donne (il Coordinamento Liguria Rainbow, il Centro per non subire violenza, il Centro antiviolenza Mascherona) hanno invitato Benedetta a proseguire nella sua azione.

L’azienda di traporti

Ma come ha reagito l’Amt di Genova? Ha individuato i tre autisti che non avrebbero mosso un dito per aiutare Kimberly? Ha avviato un’indagine interna? L’azienda ha diramato una nota ufficiale: «Preso atto delle notizie comparse oggi su alcuni media che fanno riferimento a episodi di molestie a bordo dei propri mezzi, esprime il proprio dispiacere e la profonda vicinanza alle persone colpite. L’azienda è attenta da tempo al tema della sicurezza a bordo dei propri mezzi. Per monitorare e gestire le possibili situazioni rischiose che possono presentarsi sui mezzi pubblici, l’azienda dispone di un sistema di telecamere con registrazione collocate a bordo».

2 aprile 2021 (modifica il 2 aprile 2021 | 20:59)

© RIPRODUZIONE RISERVATA





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