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Fiorentina, Iachini: “Non potevo dire di no. Prandelli? Merita solo rispetto”

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Il nuovo-vecchio tecnico della Viola si (ri)presenta: “È un momento particolare, ho trovato la squadra un po’ preoccupata e ho chiesto di onorare la maglia. Il modulo conta poco, ripartirò dalle certezze dei calciatori”

“Non pensavo di tornare, ma sono sempre stato legato all’ambiente viola: non era possibile dire di no”. Giuseppe Iachini si riprende la Fiorentina. Una squadra che sarà sua per 10 partite, una più importante dell’altra vista la classifica. “Lo scorso anno abbiamo vissuto insieme belle emozioni, speravo le cose potessero andare meglio, la storia ha detto altro. È arrivata questa nuova chiamata in un momento particolare e difficile, mi auguro in fretta di poter dare il mio contributo. Ho chiesto partecipazione e disponibilità per onorare la nostra maglia prestigiosa. Ho trovato la squadra un po’ preoccupata per la classifica ma anche estremamente vogliosa. Mesi fa siamo stati la miglior difesa del campionato, voglio una squadra attenta ed organizzata. Ma anche in grado di far male in fase offensiva”.

Ciao Cesare

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Il saluto fra Iachini e Prandelli al nuovo passaggio di consegne è stato bello ed emozionante. “Ho grande stima ed amicizia, ci conosciamo da tanto tempo e c’è un bellissimo rapporto. Per questo non voglio commentare il suo stato d’animo ma solo rispettarlo. Lasciandolo tranquillo come ci ha chiesto e guardando avanti”. Proprio Prandelli aveva preso il posto di Iachini dopo gli 8 punti conquistati nelle prime 7 giornate. “Non per cercare alibi, ma senza preparazione ci sono stati degli infortuni, poi i problemi con il Covid. Gli impegni con le Nazionali portavano via i giocatori di continuo. Tutto ha influito sui problemi iniziali. Non ci fu l’opportunità di riprendersi, ma è andata come è andata, pazienza. Questo è il calcio e si vede anche da squadre come Torino, Cagliari, Parma. Alcuni valori vengono meno e in questa stagione particolare 2+2 non fa 4”.

Sistema e singoli

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Difficile pensare di uscire dal 3-5-2. “Andremo su ciò in cui i calciatori si sentono maggiormente sicuri, ma i sistemi di gioco contano il giusto. Conta la partecipazione, l’intensità, la concentrazione e la disponibilità. Tutti i moduli possono essere giusti o sbagliati. Sono convinto che questo gruppo darà tutto in ogni gara. Anche i ragazzi che nell’ultimo periodo erano meno impiegati. Dovremo pensare al noi e non all’io”. Poi sui singoli, partendo da Vlahovic. “Sta segnando di più e migliorando il suo score anche con qualche rigore, sono felice. Ma vi dico una cosa. Quando tutti parlavano dell’arrivo di un’altra punta io dicevo sempre che lui era incedibile e che sarebbe esploso. Io ho sempre creduto in Dusan. Ad inizio stagione, senza preparazione, Kouame era un po’ più fresco. Voglio ritrovare tutti gli attaccanti che hanno avuto meno fortuna come lo stesso Kouame. O Callejon che può darci tanto. Doveva sostituire Chiesa però ha avuto subito il Covid. E poi non so cosa sia accaduto dopo il mio esonero”.



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