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Bologna-Inter, occhio agli scherzi dell’ex Mihajlovic. Conte lo sa bene

Bologna Inter occhio agli scherzi dellex Mihajlovic Conte lo sa bene
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Nel secondo mandato, Sinisa due anni fa ha esordito col Bologna vincendo al Meazza. Nel luglio scorso, il clamoroso bis. Tra lui e Antonio stima e tanti elementi in comune

L’ha tanto amata, ma non per questo le fa sconti. Anzi. Sinisa Mihajlovic, uno che sa come si vincono le battaglie non solo in campo, è il classico ex che all’Inter trova sempre il modo di dare fastidio. Soprattutto da quando siede sulla panchina del Bologna.

Che esordio!

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Basti pensare all’esordio sulla panchina rossoblù, nel secondo mandato dopo quello del 2008. Subentrato a Pippo Inzaghi, il 3 febbraio 2019 va al Meazza e dà scacco matto alla squadra allora allenata da Luciano Spalletti. Segna Santander, Palacio è l’unico (ex) interista che lascia il campo tra gli applausi. La mano di Sinisa si vede subito (il Bologna non vinceva in trasferta da oltre un anno) e un gruppo che pareva disastrato si salverà con una giornata di anticipo.

Ai punti

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Malgrado guidi un’utilitaria, soprattutto se comparata al potente motore nerazzurro, Mihajlovic mette in grande difficoltà anche la prima Inter di Conte. Un allenatore con il quale, come vedremo più avanti, stima e punti di contatto non mancano. Il 2 novembre 2019 si gioca al Dall’Ara, in panchina c’è il vice Tanjga perché Sinisa sta lottando contro la leucemia. Ma è lui che telecomanda i suoi ad un’ottima prestazione, culminata con il gol di Soriano. Il bis è a un passo, ma non ha fatto i conti con Lukaku che nel finale la ribalta prima con un diagonale stretto e poi con un rigore che Lautaro si procura con furbizia. Miha insomma perde,ma vince ai punti.

Il capolavoro

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Il capolavoro arriva però il 5 luglio scorso. Dopo il lockdown, l’Inter ha le classiche 9 finali per inseguire il sogno scudetto. Lukaku la porta in vantaggio, Soriano si fa espellere, Lautaro va sul dischetto per chiuderla. Invece esalta Skorupski e poi Sinisa la rivolta come un guanto. Dentro il baby Juwara, che fa subito 1-1 e ispira il gol del sorpasso di Barrow. Di fatto sarà l’ultima partita da Pazza Inter, ma Conte si prende una bella lezione dal collega e amico.

Sergenti di ferro

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Perché tra i due ci sono stima reciproca e lo stesso modo di vedere e vivere le cose. “L’allenatore deve trovare il modo di tirare fuori il meglio dai giocatori. Sia umanamente sia tecnicamente. Questo è il nostro lavoro” recita il serbo. Potrebbero essere parole del leccese, maestro nell’entrare sottopelle ai suoi. Due ex giocatori (Sinisa è stato nerazzurro in campo e da vice di Mancini) con lo stesso fuoco dentro, e che hanno pure rischiato di passarsi un testimone, quello della Juventus nel 2014. Lo stesso Mihajlovic infatti raccontò di quell’incontro con Agnelli, prima dell’ingaggio di Allegri.



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