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Federica Pellegrini a Tokyo, così ha cambiato la preparazione con il Covid. «Vaccini? Prima chi ne ha bisogno»- Corriere.it

Federica Pellegrini a Tokyo cosi ha cambiato la preparazione con
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La prima Olimpiade, Atene 2004, a soli 16 anni, era quella della spensieratezza. La prossima, a Tokyo, sarà quella della sofferenza. La lunga rincorsa di Federica finisce in un assolato pomeriggio di Riccione. La Divina l’ha inseguita con tutte le sue forze. Una lunga rincorsa, nel bel mezzo della pandemia. Prima c’è stato il rinvio dei Giochi per il Covid, mica uno scherzo per un’atleta che deve fare i conti con la carta d’identità. Poi, all’inizio della preparazione, Federica ha dovuto affrontare direttamente il virus. Non è stato facile, lo ha detto lei stessa.

Una stagione piena di lacrime e di chilometri. Per centrare il sogno olimpico Federica si è rinnovata. Già da qualche anno la sua preparazione è leggermente più snella. Ma stavolta, insieme al suo allenatore Matteo Giunta, è stata costretta a una specie di rivoluzione. Niente Stati Uniti per esempio. Il lavoro, preziosissimo, in altura lo ha fatto insieme al suo gruppo sui Pirenei, nella culla del ciclismo. Un viaggio in auto per evitare rischi. Così si è mossa sino adesso. Mai l’aereo, solo un mini van, che è diventata quasi una seconda casa. Una preparazione «on the road». Così è andata anche a Marsiglia, nella gara in cui ha testato la condizione prima degli Assoluti.

A Verona, che è casa sua, non ha rinunciato. Mesi complicati. Ma ora ripagati da questo traguardo. Matteo Giunta, più che un semplice allenatore, ha sofferto con lei. «Siamo a buon punto. Federica non nuotava 1’56” da dicembre e lo ha fatto con una velocità che mi ha stupito, senza mai andare fuori giri. Ora si tratta di fare l’ultimo periodo di allenamento tosto e vedremo dove saremo a giugno». A maggio la regina andrà due settimane a Livigno, poi all’Europeo di Budapest dove vorrebbe partecipare solo alle staffette: «Per divertirmi, senza pressione». Con la pressione, in questi mesi, ci ha combattuto. Ora dovrà aumentare il lavoro, ma abbassare la tensione. «Si ricomincia da zero», dice. Prima di Tokyo anche il Settecolli e un secondo blitz sui Pirenei. Resta da capire se la vaccineranno. Per adesso, non essendo nei corpi militari, non è previsto. «Prima chi ne ha bisogno», dice. Per fortuna ha ancora gli anticorpi. Ma sino a quando?

3 aprile 2021 (modifica il 3 aprile 2021 | 07:40)

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