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Io spero ancora nel Signore degli Ovetti- Corriere.it

Io spero ancora nel Signore degli Ovetti Corriereit
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Per una di quelle associazioni mentali che si impadroniscono della nostra mente non lasciandoci pi in pace, da qualche settimana penso spesso al titolo di un dei pi bei libri di Abraham Yehoshua, Cinque stagioni. un bellissimo romanzo, forse il capolavoro del grande scrittore israeliano, ma il titolo che mi interessa, a prescindere dal suo argomento. Con quelle due semplicissime parole, riesce a evocare perfettamente un tempo lungo, un’esperienza che prima di avviarsi alla sua fine (perch tutto ha una fine nella vita umana) deve sedimentare a lungo, colorando di s un’intera epoca della vita. La quinta stagione quella in cui una certa cosa, percorso tutto intero il ciclo dell’anno, ritrova sul calendario le date che avrebbe dovuto lasciarsi alle spalle. Solo la ripetizione rende evidente la durata degli eventi. E forse non c’ nulla di pi efficace, per realizzare quanto sia gi lungo il tempo trascorso di questa sciagurata pandemia, che chiedersi dove eravamo, cosa facevamo, in cosa speravamo il giorno di Pasqua del 2020. Se per esempio, quel 12 di aprile, ci avessero assicurato che il silenzio delle citt sarebbe stato pressoch identico a Pasqua dell’anno dopo, con quali risorse interiori avremmo potuto ingoiare la verit?

Eppure, eccoci qui, con un piede piantato nella realt, e l’altro in quell’insieme personale di convinzioni, abbagli, piccole menzogne con il quale ognuno di noi si aggiusta la realt, che tutta intera sfonderebbe le spalle di chiunque. Cos’ successo, dalla Pasqua dell’anno scorso a questa? Ricalcando le impronte della prima, la quinta stagione dovrebbe rendere evidente un incremento di esperienza, di coscienza. Sappiamo tutti che non andata cos. Il messaggio del calendario sembra un insulto: la ruota dei mesi gira, le feste ritornano, ma noi non siamo la ruota, semmai siamo il criceto che ci corre dentro, tanto pi immobile quanto pi corre. E finiamo per non fidarci nemmeno dei pi elementari sentimenti di adesione o ripulsa alle cose, tanto ci sembrano condizionati da una situazione priva di alternative.

Per poi c’ sempre qualche mattacchione capace di riscattare in extremis un intero pomeriggio di pensieri foschi e inutili. Non ci speravo nemmeno, ma anche questa seconda Pasqua con il Covid si rifatto vivo nel mio quartiere il Signore degli Ovetti. Che potrebbe essere benissimo una Signora. Il genio sempre semplice, in maniera addirittura disarmante. Ebbene, questa personalit misteriosa non fa altro che aggirarsi nelle strade del mio quartiere seminando dietro a s un numero notevole di ovetti di cioccolata. Uno a una quindicina di metri dall’altro: tanto che a volte, quando il sole ne fa brillare la carta stagnola colorata, su un tratto di marciapiede rettilineo si pu intravedere, con un po’ di fantasia, una specie di pista luminosa, di itinerario prestabilito.

Come l’anno scorso, la scorta di ovetti deve essere ingente, perch se ne trovano sempre di nuovi, durante tutta la settimana santa. Non ho mai sorpreso il Signore degli Ovetti in azione, ma immagino che la prima semina la faccia all’inizio del giorno, e poi lasci cadere dei nuovi ovetti verso sera. Lo confesso: ho provato pi volte a seguire questi sentieri, riuscendoci anche per tratti di strada abbastanza lunghi. Ma a un certo punto, come mi accadeva l’anno scorso, perdo la traccia. Ovviamente, mi sono messo in testa che se riuscissi a seguire la pista fino in fondo, una sola volta, chiss cosa scoprirei di decisivo e illuminante per la mia vita.

La notte di venerd santo ho finito per sognare che il Signore degli Ovetti ero io. Rientrando a casa, trovavo degli amici in cucina che, con aria ironica e trionfante, come se avessero finalmente sciolto un lungo inganno, mi mostravano interi barili di ovetti di cioccolata pronti all’uso, e a nulla valevano le mie proteste di non saperne nulla. Nemmeno questo sogno, a dire la verit, mi ha insegnato granch. Ma al risveglio, ho inventato una preghiera, breve ma spero efficace, che quanto di meglio ho da condividere, questo giorno di Pasqua, con i miei lettori: Signore degli Ovetti, mostraci la strada, portaci via di qui.

3 aprile 2021 (modifica il 3 aprile 2021 | 21:16)

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