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Letta-di Maio: Europa, Recovery, Sud, alleanze e “forte intesa” sul governo

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Il Movimento 5 stelle riparte da Giuseppe Conte e dalla conferma dell’alleanza con il Pd. All’indomani dell’incontro con cui l’ex presidente del Consiglio ha accettato, davanti agli eletti, la sfida per una “rifondazione” del Movimento, il segretario del Pd Enrico Letta vede Luigi Di Maio. “Un incontro molto positivo”, si spiega, in cui è stato riconfermato il pieno sostegno al governo Draghi e l’obiettivo di rafforzare l’alleanza.

I due esponenti politici, spiegano fonti del Nazareno, si sono visti alla Farnesina. Letta e Di Maio si conoscevano già, viene sottolineato ancora, e l’appuntamento è servito ad affrontare temi come il Sud, con particolare attenzione all’impatto sociale ed economico che la pandemia sta avendo sul Mezzogiorno, oltre che di Europa e del Piano nazionale di ripresa e resilienza e del Next generation Eu.

Sotto il profilo dei rapporti politici, il segretario dem ha raccontato le prime settimane da segretario del Pd, anche illustrando l’impianto programmatico e lo schema delle alleanze già delineate durante l’incontro con Giuseppe Conte. Inoltre, Letta ha presentato il progetto di utilizzare questo scorcio della legislatura per fare le riforme istituzionali che sono possibili e che servono a “curare una democrazia malata”, viene riferito ancora.     

La sfida alle destre “lanciata da Letta può nascere da sinistra mettendo insieme progressisti e riformisti”, commenta Francesco Boccia, deputato Pd e responsabile Enti locali della segreteria nazionale, in un’intervista a Fanpage. “Non siamo mai stati subalterni al M5s e oggi forse è ancora più evidente perché Giuseppe Conte non è più presidente del Consiglio ma parte integrante del progetto politico che abbiamo di fronte. Sono sicuro che insieme costruiremo un’alleanza e un campo che agli italiani piacerà”.   

“Nell’idea di un nuovo centrosinistra penso ci sia spazio per un’alleanza” fra il Pd e il M5s se il partito guidato da Conte “confermerà un carattere a vocazione europeista” e se nel programma vi saranno temi “riformisti e progressisti”, spiega il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. Intervistato ad Agorà su Rai3, il governatore sottolinea come “un buon segno” il fatto che “il M5s sia guidato da Giuseppe Conte: è un leader molto popolare nel Paese, che si è fatto una credibilità negli anni in cui è stato al governo. Poi il Pd faccia il Pd”, conclude Bonaccini, “provi ad avere un’identità robusta e a prendere tutti i voti che può, ma credo che l’alleanza con i 5 Stelle la si potrà fare”.

A parte il Pd e l’M5s, la ‘discesa in campo’ di Conte non ha suscitato commenti in alcun altro partito, di maggioranza e opposizione. “Non c’è vero ecologismo senza umanesimo”, dice la senatrice del Movimento 5 Stelle Alessandra Maiorino: “Il discorso del presidente Conte ha delineato un nuovo Movimento aperto alla società civile che sappia cogliere l’essenza dei cambiamenti che stiamo affrontando, con coraggio e onestà civica e intellettuale. Nuovo linguaggio per costruire il mondo di domani: il rispetto dell’essere umano e dell’ambiente come cifra distintiva e leva per ogni politica, mirata innanzitutto ad appianare disuguaglianze, sanare frizioni e riconciliarci con la natura. Con il presidente Conte si vola alto. Portiamo l’Italia nel 2050, insieme”.

Per il vice presidente M5s del Parlamento Europeo, Fabio Massimo Castaldo, quello che si va delineando è “un Movimento accogliente nella sua apertura alla società, intransigente nei suoi principi. Pronti a questa grande sfida  ripartendo dai territori e dalle idee, con onestà e coraggio. Ringrazio di cuore Giuseppe Conte per le sue parole, insieme arriveremo lontano”.    Critico l’ex M5s Alessandro Di Battista. “Ai miei ex-colleghi dico che per sostenere Conte non basta pubblicare una foto. Serve prendere di petto personaggi potenti, potenti e sopravvalutati, potenti e protetti. Serve questo, nonostante le conseguenze”.





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