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prima vanno vaccinati tutti gli over settanta- Corriere.it

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Cosa fa un presidente del Consiglio in tempi di pandemia? Telefona ai Ceo delle grandi case farmaceutiche. D’altronde, dopo aver varato il piano vaccinale, dopo aver affidato la missione a un generale, dopo aver registrato una volta per tutte i rapporti con le Regioni, serve il siero. Allora serve telefonare. Perch accelerino i rifornimenti. Perch aprile e maggio saranno i mesi pi difficili della campagna contro il virus. Perch Draghi con il Paese chiuso non ci vuole pi stare. E non ha bisogno di sollecitazioni esterne o interne al governo per realizzare questo disegno, siccome si sente pi determinato di altri a farlo, dentro e fuori il Consiglio dei ministri. Quindi vedr Salvini nei prossimi giorni, com’ normale che un premier faccia con un segretario di maggioranza.Ma al tempo stesso continuer a difendere l’operato del suo ministro della Salute, che a suo giudizio si sta muovendo bene e ha preso finora decisioni giuste.

Mettere in sicurezza il Paese significa anzitutto porre al riparo dal Covid nelle prossime settimane l’intera popolazione italiana over 70. A quel punto, se i dati lo permetteranno, si studier come programmare la ripresa, con l’obiettivo dichiarato di allargare le aperture scolastiche anche agli istituti superiori: Draghi vuole infatti consentire a tutti gli alunni di concludere l’anno tra i banchi e non davanti a un computer. Sa che incontrer forti resistenze, ma ritiene doveroso procedere perch doloroso vedere le condizioni in cui versano da oltre un anno le giovani generazioni.

Come ha spiegato ai ministri, quando emerge un problema si affronta, ma quando possibile si anticipano i tempi e non si inseguono gli eventi. Progettare la riapertura delle scuole fondamentale secondo il presidente del Consiglio, tanto quanto alleviare la sofferenza di quei pezzi del Paese messi in difficolt dalla pandemia: le partite Iva, per esempio, andranno sostenute con altri ristori. Si far il necessario, insomma, in attesa di tornare a vedere la luce. Per riuscirci nel modo pi spedito sar determinante il successo della campagna vaccinale, e non c’ dubbio che la fase iniziale sia quella decisiva. E la pi complicata. Ogni giorno giungono a Draghi da quel fronte buone e cattive notizie, spesso sono problemi che non dipendono dall’azione del governo ma a cui il governo deve trovare soluzione. Saranno due mesi di fuoco. Poi arriveranno altri vaccini e a quel punto finir il tratto pi duro della salita. Intanto si vive sospesi sull’alito del drago, in attesa di verificare che la spedizione settimanale di siero non abbia subito intoppi, e in attesa che qualcuno risponda al telefono dall’altra sponda dell’Atlantico.

Sono queste le priorit del premier, non la gestione del traffico all’incrocio dei conflitti politici. Certo, legittimo che ogni leader curi l’interesse del proprio partito, ma altrettanto evidente che Draghi non ha queste incombenze perch non ha obiettivi di parte. una condizione che risalta durante le riunioni del governo, dove si nota la differenza di approccio ai problemi. E dove capita che emergano delle frizioni, come le ha definite un ministro tecnico e perci non allineato. Raccontano che pi volte il premier abbia provato a rompere questo schema, spiegando in Consiglio che le sue scelte non dipendono dagli equilibri nella maggioranza: se un’idea suggerita dall’esponente di un partito — il suo ragionamento — non la si deve giudicare per il colore di provenienza. Se si respinge perch non viene ritenuta soddisfacente. Se la si assume perch valutata positivamente, magari perch nessun altro ci aveva pensato prima. In alcune componenti dell’esecutivo intuisce per che non c’ stato un cambio di paradigma e intravvede una sorta di resistenza passiva.

Il tempo per Draghi intende usarlo per realizzare gli obiettivi di governo: l’emergenza pandemica e il piano di rilancio europeo, che non gli riserver problemi visto che ritiene di averlo affidato in buone mani. Del Recovery plan si occuper la prossima settimana per illustrarlo ai presidenti delle Regioni. Con loro l’approccio iniziale stato piuttosto ruvido, ed servito al premier per smontare la tesi in base alla quale lo Stato burocratico si contrapponeva al localismo virtuoso. Dopo il chiarimento i rapporti sono pi distesi. In fondo c’ bisogno del concorso di tutti per vincere una scommessa che riguarda tutto il Paese.

4 aprile 2021 (modifica il 4 aprile 2021 | 07:26)

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