Inter Conte come Trap Terminiamo il lavoro

Inter, Conte come Trap: “Terminiamo il lavoro”

La sua squadra tiene il ritmo di quella dei record. Nel recupero col Sassuolo può andare a +11 sul Milan e +12 su Juve o Napoli

Per la lode un po’ di attesa, grazie. Per il dieci no, oggi è il giorno. L’Inter prova a mettere un punto sul campionato. Oppure 11 sul Milan e almeno 12 su una tra Juventus e Napoli, fate voi: se non un verdetto, qualcosa che ci assomiglierebbe molto, perché poi per vincere lo scudetto ai nerazzurri ne basterebbero appena altri 16 da distribuire in nove giornate. Quasi un’inezia per chi in questo girone di ritorno ha fatto percorso netto, lasciando in giro meno delle briciole. Antonio Conte guarda il Sassuolo e sussurra ai suoi uomini: “Dobbiamo mettere in campo entusiasmo e voglia. È vero, stiamo facendo cose importanti, ma al tempo stesso il percorso deve essere completato”. Come? Vincendo la decima partita consecutiva, appunto. Per il tecnico sarebbe la terza striscia di successi più lunga della sua carriera: con il Chelsea è arrivato a quota 13 successi, con la Juventus a 12, qui la serie è aperta e l’entusiasmo è a mille.

Paralleli

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Ma Conte non ammette cali di concentrazione. L’ha ribadito alla squadra anche nelle ore post Bologna, nei giorni di allenamento di Pasqua e Pasquetta. Ritiene decisivo il trittico di partite aperto sabato scorso e che si chiuderà domenica con il Cagliari. L’Inter può chiudere i conti e fare il verso alla storia. Magari al tecnico verranno i brividi, nel pensare che la sua Inter sta seguendo le orme della squadra di Trapattoni, quella dei record, l’allenatore che Conte ha sempre considerato il suo maestro. Sulle similitudini tra le due formazioni s’è già scritto tanto. Di nuovo c’è che il cammino delle due squadre, a distanza di 32 anni, sembra una fotocopia bella e buona. Se i nerazzurri riuscissero, nelle prossime sei partite, a totalizzare cinque vittorie e un pareggio – cosa non impossibile considerando il calendario – avrebbero non solo vinto di fatto il campionato, ma replicato esattamente il cammino delle 34 giornate da record di Trap.

Le scelte

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Un passo alla volta, ora c’è il Sassuolo, che Conte deve affrontare senza due titolari: nel terzetto di difesa Darmian rileva Bastoni e De Vrij ritrova il posto da titolare dopo il Covid, mentre a centrocampo la regia di Brozovic viene affidata Barella, con Eriksen che resta mezzala. In fondo, perché cambiare? Barella fece il regista proprio con il Sassuolo nella gara d’andata, la partita della svolta dell’Inter: da quel giorno 20 match di campionato, 17 vittorie, due pareggi, un sola sconfitta, solo sette punti lasciati per strada e speranze tricolori altrui sotterrate. Quel giorno di fine novembre, contro De Zerbi, Conte tornò definitivamente al 3-5-2: “Di solito, se vuoi fare campionati da protagonista deve esserci equilibrio – ha raccontato al canale ufficiale del club il tecnico nerazzurro -. All’inizio della stagione avevamo subito tanti gol perché non c’erano i giusti equilibri, poi siamo arrivati a fare delle valutazioni assieme ai ragazzi per trovare la formula migliore”. Equilibrio che ha portato la squadra di Conte ad avere oggi un +40 come differenza reti, andatura non distante – anzi, potenzialmente superiore – proprio alla formazione di Trap.

Ancora la Lu-La

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Ok la formula è giusta. Conte è specialista in allunghi, sa perfettamente come gestire la macchina quando il traguardo si avvicina. È iniziato il conto alla rovescia per lo scudetto, ma non è questo il tempo delle sottovalutazioni. Il tecnico sta molto attento a non mandare segnali alla squadra che possano paventare un calo di tensione. Al rientro da Bologna, la notte di Pasqua, ha fatto dormire i giocatori ad Appiano per poi farli allenare la domenica: niente riposo, il momento è decisivo. A guidare i nerazzurri saranno ancora Lukaku e Lautaro: è la coppia da 34 gol. A proposito di paralleli: 34 gol sono quelli che nel 1988-89 fecero insieme Aldo Serena e Ramon Diaz. La Lu-La è destinata a passare oltre: qui si fa la storia. La serie di nove giornate ha consentito a Conte di guadagnare 10 (13 vincendo stasera) punti sul Milan e 7 sulla Juventus. Nessuna in Europa, ovvero nei cinque maggiori tornei continentali, sta tenendo il passo dei nerazzurri. Eppure il tecnico rilancia. Il percorso va completato. E sì che pensava di arrivare a giocarsi lo scudetto in tre anni. A poco più di due terzi del secondo campionato, qui sono già partiti countdown e paralleli storici. C’è da sudare, per non farsi travolgere dall’entusiasmo.


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