Marco Balzano racconta il nuovo romanzo Quando tornero

Marco Balzano racconta il nuovo romanzo “Quando tornerò”

 La migrazione è un tema molto caro a Marco Balzano: lo ha infatti già trattato con delicatezza, intensità e un taglio originale nei suoi precedenti romanzi Resto qui e L’ultimo arrivato. Nel suo recente lavoro pubblicato da Einaudi, l’autore – vincitore di importanti riconoscimenti e secondo candidato al Premio Strega 2018 – entra nel vivo della tematica, raccontando la storia di una madre originaria della Romania “costretta” a lasciare la famiglia per garantire un futuro ai propri figli.

Quando tornerò è una vicenda narrata da tre diverse voci: quella della protagonista Daniela e quelle dei suoi figli Manuel e Angelica. Attraverso le loro riflessioni tutto viene messo in discussione: d’altra parte, il cambiamento spinge inevitabilmente a porsi delle domande, ad esempio su quale sia il nostro posto nel mondo e se le azioni che compiamo nell’idea di fare del bene all’altro si rivelino davvero tali.

Durante la presentazione online del romanzo, organizzata da Bookdealer in collaborazione con Einaudi e con la partecipazione della Libreria di Via Volta di Erba, della Libreria Gulliver di Torino e della Libreria Arcadia di Rovereto, Michele Crescenzo ha intervistato Marco Balzano insieme alle titolari delle librerie: durante la diretta sono emersi aspetti estremamente interessanti che ruotano attorno all’opera, a partire dai concetti di migrazione, cambiamento e accoglienza.

“Questa è la storia di chi se ne va e anche di chi resta – ha detto lo scrittore, ponendo peraltro l’accento sul fatto che il luogo di arrivo sia la sua Milano, protagonista di molti suoi scritti – Mi interessava raccontare in soggettiva come ciascuno di questi tre componenti di una famiglia obbligata a vivere separata, pur amandosi, interpreta la propria lontananza emotiva. Dunque, cosa succede quando interviene uno strappo”.

Una situazione, questa, che sebbene possa essere percepita come minoritaria o lontana dalla nostra quotidianità, in realtà rappresenta un fenomeno di massa che riguarda numerosi popoli, in prevalenza le donne, ponendole nella posizione scomoda e incerta di non sentirsi mai davvero parte della comunità in cui ci si trasferisce e al tempo stesso di perdere, anno dopo anno, le proprie radici. Non di rado, infatti, i mariti trovano altre donne, i figli non comprendono le scelte delle madri barricandosi dietro un muro difensivo, il villaggio stesso volta le spalle a chi è partito. Ecco, allora, che si rimandano i ritorni, restando di fatto sospesi in una sorta di limbo, dove la propria identità diventa sempre più sfocata.




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