morto suicida Mark Pavelich uno degli eroi dello storico Miracle

morto suicida Mark Pavelich, uno degli eroi dello storico «Miracle on ice»- Corriere.it

È stato uno degli eroi del «Miracolo sul ghiaccio», la celebre partita di hockey ai Giochi 1980 di Lake Placid, quando i giovani e non quotati statunitensi riuscirono a battere l’Urss e mettere la solida base della conquista di una delle più clamorose medaglie d’oro dello sport. Anzi, Mark Pavelich – che in Italia vedemmo in azione nel Bolzano – è stato addirittura un uomo segnato dal destino, in quella sfida: fu lui, infatti, a circa 10 minuti dalla fine, a servire l’assist con cui il capitano Mike Eruzione segnò il gol del 4-3, rete che sarebbe risultata decisiva. Ma adesso il ricordo della sua gloria è offuscato dall’ombra della tragedia di un suicidio e di una vita buttata via.

Il suicidio

Mark Pavelich è infatti morto all’età di 63 anni all’Eagle’s Healing Nest del Minnesota, un centro di recupero dove l’ex hockeista stava sottoponendosi a un trattamento obbligatorio ordinato dal tribunale in conseguenza di un’aggressione che aveva compiuto nel 2019. Dopo un’indagine interna la commissione medica del Midwest ha stabilito che Pavelich si è tolto la vita mettendo la testa in un sacchetto di plastica e morendo così asfissiato. Da anni stava combattendo con una serie di problemi mentali e la diagnosi degli specialisti era stata inequivocabile: è malato e pericoloso per il prossimo. Purtroppo era una verità: due anni fa uccise un vicino di casa dopo una violenta lite.

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La prima edizione


La testimonianza

Uno psicologo testimoniò che soffriva «di un disordine neuro-cognitivo dovuto a danni cerebrali conseguenti a traumi alla testa». La famiglia è assolutamente convinta che i ripetuti colpi ricevuti durante la carriera hockeistica siano stati alla base della sua situazione e chi l’ha curato ha confermato che questa non è un’ipotesi ma una sostanziale certezza. Dopo quella fantastica esperienza olimpica (Mark e gli altri compagni del «Miracolo sul ghiaccio» chiusero la staffetta della fiamma olimpica a Salt Lake City 2002 e accesero il tripode dei Giochi come ultimi tedofori) Pavelich giocò a Lugano (60 presenze, 24 gol e convocazione per i Mondiali 1981).

L’epilogo

L’anno dopo tornò negli Usa, entrando nel firmamento professionistico e giocando per cinque stagioni con i New York Rangers e per un breve periodo nei Minnesota North Stars. Nella squadra della sua terra non riuscì a inserirsi, così decise di tornare in Europa, giocando prima in Gran Bretagna e poi, appunto, nel Bolzano. In Alto Adige rimase dal 1987 al 1989: nel 1988 vinse lo scudetto, nel 1989 arrivò terzo. Terminata quell’esperienza (88 presenze, 63 reti e 89 assist), rientrò negli Usa. Nell’annata 1991-92 firmò per i San Jose Sharks, ma disputò solo due incontri e poi si ritirò. La Disney realizzò un film sull’impresa degli hockeisti statunitensi a Lake Placid e il ruolo di Pavelich fu interpretato dall’attore Chris Koch.

7 aprile 2021 (modifica il 7 aprile 2021 | 14:22)

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