Rapporto Amnesty quando la Pandemia travolge gli ultimi diventa unalleata dei

Rapporto Amnesty: quando la Pandemia travolge gli ultimi diventa un’alleata dei regimi


Non è stato un anno qualunque , il 2020. Dalla Cina la Pandemia di Covid 19 si è subito allargata a macchia d’olio, mettendo il mondo intero in ginocchio. Ha provocato recessioni a catena, ha messo a nudo le criticità dei sistemi sanitari. Ha colpito e sta ancora colpendo tutti gli abitanti del Pianeta; di qualunque nazionalità, sesso, età, classe sociale.

Eppure non è mai stata uguale per tutti. Ancora una volta a pagare il prezzo più alto sono state le fasce più deboli, le minoranza perseguitate, le persone più vulnerabili. Non solo perché sprovviste di meno mezzi per curarsi o senza protezioni di ogni genere. Ma anche perché in non pochi casi la Pandemia si è rivelata per i regimi ed i Governi intolleranti al dissenso uno strumento, tanto straordinario quanto inatteso, per proseguire con maggior forza e le loro politiche repressive e le violazioni dei diritti umani.

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La pubblicazione del rapporto annuale di Amnesty international relativo al 2020 , che contiene un’approfondita analisi sulle tendenze globali nel campo dei diritti umani in 149 Stati, traccia un quadro ancora una volta, e probabilmente ancor più delle altre volte, preoccupante, se non drammatico. «La pandemia ha brutalmente mostrato e acuito le disuguaglianze all’interno degli Stati e tra gli Stati e ha evidenziato l’incredibile disprezzo che i nostri leader manifestano per la nostra comune umanità. Decenni di politiche divisive, di misure di austerità errate e di scelte di non investire nelle traballanti strutture pubbliche hanno fatto sì che in tanti finissero per essere facili prede del virus», ha dichiarato Agnès Callamard, nuova segretaria generale di Amnesty International.

L’impatto sulle politiche migratorie.

L’emergenza ha peggiorato la già precaria situazione di rifugiati, richiedenti asilo e migranti, in alcuni casi intrappolandoli in campi squallidi, escludendoli da servizi o vittime del rafforzamento dei controlli di frontiere, evidenzia Amnesty.

Con la scusa di chiudere il Paese per impedire l’arrivo del virus, molti Governi hanno messo in atto severe politiche di chiusura nei confronti anche dei rifugiati politici.


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