Arthur Ashe lAids e quellannuncio che sconvolse il mondo gloria

Arthur Ashe, l’Aids e quell’annuncio che sconvolse il mondo: gloria e dramma di uno dei più grandi tennisti di sempre

8 aprile 2021 – 10:59

L’8 aprile 1992 il grande campione statunitense rivelò di avere contratto la malattia con una trasfusione: morì l’anno dopo. Fu straordinario in campo (3 Slam) e un esempio fuori dal campo, con il suo impegno contro l’apartheid

di Andrea Sereni

Arthur Ashe è stato un tennista americano, primo e unico di colore a vincere Wimbledon. Un campione con la racchetta in mano (ha vinto tre tornei dello Slam), un esempio fuori dal campo, nella sua battaglia contro l’Aids: «Vi prego di non considerarmi una vittima — disse ormai malato —. Io sono un messaggero». L’8 aprile del 1992, 29 anni fa, Ashe annuncia di essere affetto da Aids, contratto in seguito a una banale trasfusione di sangue, praticata per curare una disfunzione cardiaca. Gli Stati Uniti, 121 morti per Aids nel 1981 e 100mila nel 1989, scoprono che la peste del ventunesimo secolo può colpire tutti, non solo tossicodipendenti o omosessuali. Esplode la discussione. Ashe muore a 49 anni il 6 febbraio 1993, per complicazioni legate alla malattia. Ma la sua impronta, non solo sul centrale di Flushing Meadows che gli è stato intitolato, è ancora ben visibile.

Arthir Ashe con l’altro finalista Tom Okker dopo avere vinto l’Open Usa nel 1968 (Ansa)

8 aprile 2021 | 10:59

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