continua il calo dei contagi ma a Pasqua crollati tamponi

continua il calo dei contagi, ma a Pasqua crollati tamponi e vaccini- Corriere.it

La curva dei contagi scende per la terza settimana consecutiva, a fronte però di una netta diminuzione dei tamponi dovuta alle festività pasquali. Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe nella settimana 31 marzo -6 aprile rileva un calo dell’11% dei nuovi casi (125.695), «legata in parte alla decisa riduzione dell’attività di testing: -128.141 persone testate rispetto ai sette giorni precedenti e -304.499 rispetto a quella ancora prima – spiega il presidente Nino Cartabellotta -Siamo in piena terza ondata, con una situazione ospedaliera molto critica in 14 Regioni». Anche sul fronte vaccini, Gimbe rileva il «tracollo delle somministrazione nei giorni festivi» a testimoniare la necessità di nuovo personale. In generale, sono state consegnate il 90% delle dosi attese nel primo trimestre, ma che finora solo il 6% della popolazione è stato immunizzato completamente, ed è immune solamente un over 80 su tre (36%) . «La copertura vaccinale degli anziani è ancora insufficiente – afferma Cartabellotta – Il ritmo della campagna è ancora lontano dagli obiettivi del piano Figliuolo: le 500mila somministrazioni al giorno dal 15 aprile sono ancora un miraggio. E il caso AstraZeneca rischia di determinare ulteriori rallentamenti».

I dati

Nella settimana 31 marzo-6 aprile, rispetto alla precedente, oltre i nuovi contagi sono in lieve calo anche i decessi (2.868 contro 3.000), gli attualmente positivi (555.705 contro 562.832) e le persone in isolamento domiciliare (522.625 contro 529.885). Numeri in discesa a livello generale, anche se sono 4 le Regioni dove la percentuale dei nuovi casi cresce, in Sicilia e Sardegna supera il 50%. Stabili, purtroppo, i ricoveri con sintomi (29.337 contro 29.231) e le terapie intensive (3.743 contro 3.716). «La lentezza con cui scendono i nuovi casi – afferma Renata Gili di Gimbe – insieme alla limitata copertura vaccinale dei soggetti più fragili non permettono di ridurre la pressione sugli ospedali, dove la situazione rimane critica»

Gli ospedali

Le soglie di allerta di occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid in area medica (>40%) e in terapia intensiva (>30%) si attestano rispettivamente al 44% e al 41%, con 8 Regioni sopra soglia per l’area medica e 14 sopra soglia per le terapie intensive. Per queste ultime preoccupa il superamento del 50% in Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Marche, Valle d’Aosta, con una punta del 60% in Lombardia. «Sui nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva – sottolinea Marco Mosti di Gimbe – la media mobile a 7 giorni ha iniziato la discesa, ma il valore registrato il 6 aprile (229 ingressi al giorno) rimane ancora superiore a quello di un mese fa (202 ingressi al giorno)».

Le forniture di vaccini

Al 7 aprile risultano consegnate alle Regioni 14.017.310 dosi, pari al 89,3% delle dosi previste per il 1° trimestre. «Fissando a domenica 4 aprile il termine del 1° trimestre – spiega Cartabellotta – risultano consegnati quasi il 90% dei vaccini attesi, anche se va ricordato che la prima versione del Piano vaccinale prevedeva oltre il doppio delle dosi, ben 28,3 milioni». Peraltro, quasi un terzo delle dosi (4,37 milioni di dosi) è stato consegnato nelle ultime 2 settimane: con una simile distribuzione, nei prossimi mesi l’obiettivo dei 500.000 vaccini al giorno rischia di essere disatteso, anche se il «portafoglio vaccini» del secondo trimestre prevede sulla carta 52,5 milioni di dosi, di cui oltre 1,5 milioni già consegnate da Pfizer.

Il crollo di Pasqua

Inoltre, nel periodo 1 marzo–6 aprile sono state somministrate in media 193.021 dosi al giorno (range 93.612 – 294.187), con un vero e proprio tracollo nei giorni festivi che attesta la necessità di impiegare ulteriore personale per la campagna. «Tra tagli alle forniture, temporaneo stop ad AstraZeneca e consegne trimestrali “last minute” – spiega Cartabellotta – i numeri di marzo sono lontani dagli obiettivi del piano Figliuolo, che prevedeva di raggiungere 210.000 somministrazioni al giornoa metà marzo e 300.000 entro il 23 marzo. E soprattutto le 500.000 somministrazioni al giorno dal 15 aprile sono ancora un miraggio che rischia ulteriori rallentamenti per le eventuali restrizioni e, soprattutto, le diffidenze sul vaccino AstraZeneca».

La campagna: over 80 e fragili

Al 7 aprile hanno completato il ciclo vaccinale con la seconda dose 3.593.223 milioni di persone (6% della popolazione), con notevoli differenze regionali: dal 7,7% del Piemonte al 4,7% di Campania e Sardegna. In particolare, dei 4,4 milioni di over 80 in Italia, 1.627.429 (36,8%) hanno ricevuto la seconda dose. Altri 1.264.690 (28,6%) hanno ricevuto solo la prima dose. Anche su queste percentuali c’è un’ampia discrepanza tra Regioni: mentre a Bolzano oltre il 63% degli over 80 è immune, in Toscana sono solo il 23% e in Sardegna si fermano al 18%. In Lombardia il 34% ha completato il ciclo vaccinale e un altro 34% ha ricevuto solo la prima dose. Nella fascia 70-79 anni ( 5,9 milioni di persone in Italia), solo 131.931 (2,2%) hanno completato il ciclo vaccinale e 853.458 (14,3%) hanno ricevuto solo la prima dose. In questa classifica, al primo posto svetta la Calabria con il 3,7% delle immunità, mentre all’ultimo posto c’è la Puglia con 1,2%. Sulle persone estremamente fragili e caregiver, infine, è impossibile effettuare analisi in assenza di una specifica categoria nei dati disponibili.

8 aprile 2021 (modifica il 8 aprile 2021 | 10:42)

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