La volonta del premier di offrire rassicurazioni Corriereit

La volontà del premier di offrire rassicurazioni- Corriere.it

L e tensioni tra governo e Regioni, se ancora esistono, sono state diplomatizzate. Il modo in cui il premier Mario Draghi ha descritto i rapporti nella conferenza stampa di ieri lasciano indovinare un richiamo fermo alla collaborazione. Ma l’approccio non sembra limitato agli enti locali. La sensazione che la volont di rassicurare il Paese passi anche per un’archiviazione rapida delle polemiche anche nella maggioranza. E, se si deve dare retta alla soddisfazione del leader leghista Matteo Salvini, il pi critico contro le chiusure, che ieri ha visto Draghi, l’operazione sta riuscendo.

Mezzo milione di dosi al giorno

Forse perch Palazzo Chigi mostra un sereno ottimismo sulle vaccinazioni. Conferma l’obiettivo di mezzo milione di dosi al giorno somministrate entro fine aprile, che finora appariva velleitario. E spiega che pi vaccini saranno somministrati, prima si torner alla normalit: un modo implicito per invitare le Regioni a organizzarsi senza permettere favoritismi sconcertanti quanto inaccettabili, e puntando invece sulle persone pi anziane e dunque a rischio.

Il sostegno a Speranza

La sensazione che il governo si prepari al passaggio a una fase diversa, in grado di archiviare le paure e l’incertezza di questi mesi. Draghi ha rivelato di avere spiegato a Salvini che il ministro della Sanit, Roberto Speranza, stato voluto da lui al governo perch lo stima. E con questo ha chiuso i tentativi di delegittimarlo. Ma soprattutto, sta prendendo corpo un’elaborata struttura destinata a delineare il Piano per la ripresa da presentare alla Commissione europea.

La cesura col passato

spuntato il timore che possa imitare alcune soluzioni del precedente esecutivo. Ma il modo in cui ha parlato di investimenti in conferenza stampa, e quello che ha affermato nell’incontro con le Regioni, prefigurano un mutamento radicale; e proiettato sul futuro. Dire che occorre cambiare tutto per recuperare credibilit in fatto di investimenti significa bocciare quanto stato o non stato fatto negli ultimi anni. E concedere con una punta di riguardo che il Piano nazionale di rilancio sar in continuit su alcuni punti, in forte discontinuit in altre aree, conferma la cesura col passato.

Le dure parole su Erdogan

La certifica la durezza con la quale Draghi ribadisce l’ancoraggio europeo. Non solo ha difeso la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, dopo lo sgarbo subto in Turchia dal presidente Erdogan: sgarbo permesso anche dall’atteggiamento remissivo del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. arrivato a chiamare Erdogan dittatore, e a sottolineare una distinzione tra l’Europa delle democrazie e i regimi autoritari con i quali si deve non collaborare ma cooperare. E comunque chiamiamoli col loro nome.

8 aprile 2021 (modifica il 8 aprile 2021 | 21:47)

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