LInter e la forza del 10 dal Benevento al Sassuolo

L’Inter e la forza del 10: dal Benevento al Sassuolo una crescita totale

Nell’era dei tre punti nessuno aveva mai vinto le prime dieci del ritorno. L’attacco va e la fase difensiva è top: Conte ha trovato l’equilibrio vincente

Al 90’ esatto, un intervento che vale un gol: quello di De Vrij su Haraslin. Gioia ed esultanza vera, perché 5’ prima il Sassuolo aveva accorciato con Traore e con il forcing nel finale cercava il pareggio. Quasi dispiace per la bandierina alzata dall’assistente e il fuorigioco segnalato, il tackle dell’olandese avrebbe meritato un valore effettivo nella decima vittoria consecutiva dell’Inter. Dietro a quegli applausi dei compagni, c’era tutta la fame di un’Inter che viaggia velocissima verso lo scudetto numero 19 della propria storia: forse non nel segno dello spettacolo puro, di certo grazie a una compattezza e un cinismo da gruppo maturo. Capace di crescere nel tempo, anche nel difendere Handanovic.

Questione di equilibrio

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I gol subiti in campionato sono 27, uno in più di una Juventus che per il momento rimane la migliore. Nell’era dei tre punti a vittoria, nessuna squadra ne aveva mai centrate dieci consecutive a partire dalla prima giornata del ritorno: un rendimento da record, iniziato il 30 gennaio con il 4-0 al Benevento. Poi lo 0-2 di Firenze, il 3-1 sulla Lazio, lo 0-3 nel derby e quello in casa contro il Genoa, l’1-2 di Parma, l’1-0 all’Atalanta, l’1-2 di Torino e l’1-0 di Bologna prima del 2-1 contro il Sassuolo. Handa ha raccolto solo quattro volte, addirittura dal 10 gennaio l’Inter non subisce più di una rete (all’Olimpico, contro la Roma, finì 2-2). “Per centrare i risultati serve il giusto equilibrio tra fase difensiva e offensiva: con i ragazzi, nel tempo, abbiamo trovato la formula migliore”, ha spiegato Conte martedì. E la formula, in questo percorso di crescita, è completa.

Uno sguardo al futuro

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Come ha dimostrato anche ieri, l’Inter sa prima di tutto aspettare: attende e prova a colpire, soprattutto con l’abilità di una coppia perfetta come Lautaro-Lukaku. Sa soffrire, come a Parma, a Torino contro i granata e in casa con la Dea. Nonostante le critiche sul tema, è stata capace di essere anche bella e divertente: il derby stravinto il 21 febbraio lo è stato a larghi tratti, idem il 3-1 interno sulla Lazio. La strada per lo scudetto è tracciata, quella per diventare una squadra completa (anche in ottica Champions League) non ancora: servirà qualche ritocco sul mercato – in primis una quarta punta di assoluto livello -, ma soprattutto mantenere questa sintonia tra allenatore e calciatori. L’Inter che centra la decima nasce da qui.


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