RCS Academy il terzo capitolo preparera i manager della cultura

RCS Academy, il terzo capitolo preparerà i manager della cultura- Corriere.it

Diventare manager della cultura e dei beni artistici (nella foto il Museo del ’900 a Milano). Formarsi e specializzarsi, per capire le dinamiche che muovono il mondo professionale del quale si vuole entrare a fare parte. E per entrarci da professionisti competenti, in grado gi di mettere in moto progetti validi ed efficaci. Soprattutto in termini di fattibilit. Perch la forza di un buon manager culturale si costruisce a partire da una grande idea non pindarica, quindi da content che abbiamo un minimo di efficacia realizzativa, come spiega Francesca Biagioli, Cultural Project Manager e docente del secondo Master in Management della Cultura e dei Beni Artistici di RCS Academy, rivolto a giovani neolaureati in discipline umanistiche, economiche e giuridiche e realizzato in collaborazione con La lettura, Solferino Libri, DOVE, Bell’Italia, Bell’Europa e Arte. Se la chiave di volta sono le idee fattibili, allora fondamentale portare gli allievi del corso a confrontarsi gi in fase di apprendimento con la professione che vogliono abbracciare, facendoli lavorare su casi reali come veri professionisti, prosegue Biagioli. Ci siamo, quindi, seduti al tavolo insieme per pensare all’idea da realizzare, in modo che loro potessero individuare i problemi che il progetto presentava e trovare possibili soluzioni e opportunit, costruendo il prodotto step by step, con un metodo molto efficace di apprendimento effettivo.

Cinque progetti

Per farlo, serviva un cliente vero. Che arrivato con WAY Experience, nata come start up nel 2019 per unire la forza del reale con la forza del virtuale puntando su innovazione, cultura, marketing e comunicazione in ambito culturale, scientifico e di intrattenimento. Con l’uso della realt aumentata per offrire esperienze totalmente immersive, fisiche e virtuali insieme. Il Ceo and Founder di WAY, Marco Pizzoni, coadiuvato nel dialogo con la classe da Francesca Biagioli, ha chiesto ai giovani aspiranti manager di ideare un progetto culturale digital first, con prospettive di sviluppo crossmediali e anche on site, su cinque diversi grandi temi, con l’obiettivo di elaborare cinque progetti con finalit di realizzazione concreta nel triennio 2021/2023, avendo WAY come societ committente. E ci al fine di portare i ragazzi realmente fuori dal master e dalla teoria, spiega Pizzoni con progetti che noi di WAY proveremo a realizzare e a portare nel mondo reale cercando di concretizzarli. Una sfida lanciata sotto forma di spunti e scintille al talento giovane dell’aula che, divisa in cinque gruppi, ha sviluppato cinque diversi progetti molto contemporanei, come li ha definiti Pizzoni, alcuni pensati su tematiche urgenti e concrete, altri indirizzati a migliorare l’esperienza museale, soprattutto per i bambini.

Un Cluedo dell’arte

Alla fine del percorso didattico-pratico, tra questi progetti uno gi stato selezionato da WAY per essere sviluppato concretamente con gli studenti che lo hanno ideato, in collaborazione con l’azienda. Secondo l’impostazione del Master, che ha la direzione scientifica di Alessandro Cannav e Roberta Scorranese, giornalisti del Corriere della Sera, e che al termine della fase in aula prevede il collocamento in stage presso musei, teatri, fondazioni e uffici stampa operanti nel settore culturale (la terza edizione del master partir il 7 giugno e sono in corso le selezioni: https://rcsacademy.corriere.it/master/management-cultura-e-beni-artistici/). Il progetto scelto da WAY Art Investigator e riguarda l’uso della gamification nel campo dell’arte, selezionato dall’azienda committente perch innovativo e di rottura nel modo in cui contamina l’arte con il gaming per avvicinare all’arte un pubblico giovane, spiega Marco Pizzoni. Consiste, infatti, in un gioco online costruito con le dinamiche tipiche dei videogame e della realt aumentata come un’indagine su un misterioso omicidio, con il giocatore nei panni di un vero detective. Alla scoperta di cinque grandi artisti (una vittima e quattro potenziali assassini) con enigmi e giochi interattivi ambientati nella storia dell’arte dal ’200 al ’900 attraverso la storia e i capolavori di Artemisia Gentileschi, Klimt, Piero Della Francesca, Giotto e Caravaggio. Abbiamo usato il linguaggio del game e lo storytelling per coinvolgere l’utente nel gioco investigativo, spiega Eleonora Mandelli, una delle cinque componenti del Gruppo 4 che ha ideato Art Investigator insieme a Laura Biocca, Federica Caruso, Alice Zoni e Alice Galasso. Tutte entusiaste della formula fortemente pratica del Master. E tutte giovanissime, tra i 22 e i 26 anni, provenienti da varie parti di Italia e da cinque diverse branche universitarie. L’interdisciplinariet delle nostre formazioni stato un valore aggiunto, osserva Alice Zoni, i nostri approcci diversi hanno trovato un’ottima sinergia. Che ha portato a questa idea un po’ pazza di un Cluedo dell’arte, spiega Laura Biocca, giocato sugli incastri degli enigmi e degli indizi e sul divertimento del processo di investigazione, aggiunge Alice Galasso. Un’idea che ha entusiasmato il committente e che poi la classe ha sviluppato sotto la guida puntuale e costante dei docenti Francesca Biagioli e Marco Pizzoni, fondamentali per trovare la via giusta da seguire e per concretizzare il progetto in termini di fattibilit, conclude Federica Caruso. Proprio come vuole la chiave di volta indicata da Francesca Biagioli per far reggere bene il profilo professionale di un bravo manager di progetti culturali.

8 aprile 2021 (modifica il 8 aprile 2021 | 19:52)

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