Schiacciata da cancello cantiere allEur condannati in due

Schiacciata da cancello cantiere all’Eur, condannati in due


E’ finito con la condanna del capo cantiere e del fabbro il processo di primo grado per la morte di Isabella Monti, la professoressa schiacciata dal cancello metallico all’ingresso del cantiere dell’area delle ex torri del ministero delle Finanze, all’Eur. A distanza di sei anni dal fatto, era il 15 ottobre 2015, si chiude così il primo grado, non senza la paura che sopraggiunga la prescrizione. In fase preliminare avevano già patteggiato due dei cinque imputati, il legale rappresentante della ditta e il dipendente addetto ad aprire e a chiudere il cancello, mentre è stato assolto l’architetto, la cui posizione è stata da subito marginale.


“Per me non ci sono altri gradi, è finita così. O vale la sentenza di oggi o non mi interessa, all’appello non partecipo – commenta all’Adnkronos Sergio De Santis, marito della vittima, assistito dall’avvocato Pierguido Stanchi – Mi ritrovo solo e con mia moglie sotto terra, non mi interessa delle condanne, a me fanno anche pena. Quanto ai soldi del risarcimento, come se un simile dolore si possa risarcire, li abbiamo dati quasi tutti in beneficenza, mia figlia Stefania che quel giorno era lì e si salvò per due centimetri, ha speso una grossa cifra per restaurare la statua della Madonna in una chiesa a noi cara. Non mi importa delle condanne, dei patteggiamenti, dovevo chiudere questa vicenda drammatica che mi ha tenuto fino a oggi in vita, per rispetto alla persona che non c’é più. Davanti a quell’eterno cantiere passo tutti i giorni per andare a lavoro, nemmeno riesco a metterci i fiori perché li rubano, mi restano i biglietti che lasciano i passanti”. (di Silvia Mancinelli)




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