Cose il fuorigioco automatico via ai test Fifa

Cos’è il fuorigioco automatico: via ai test Fifa

Il “semi-automated” segnala la posizione al Var: obiettivo Qatar 2022. Wenger apre al “full” con messaggio al guardalinee

Futuro sempre più triste per chi voleva conquistare una ragazza spiegandole il fuorigioco invece di mostrarle la collezione di farfalle. Oggi la Var ha quasi eliminato il problema, inchiodando al video le posizioni dei giocatori e sentenziando le regolarità (o meno) di un gol. Spesso, però, le distanze tra difensore e attaccante sono millimetriche, e serve più di un minuto per la “verità”. L’obiettivo è ridurre questi tempi. Sempre con l’aiuto della tecnologia. Alla Fifa e all’International Board si lavora all’“automated offside”. La Gazzetta ha scritto il 6 marzo della sperimentazione del “semi-automated”. Arsène Wenger, direttore del dipartimento sviluppo del calcio Fifa, ha introdotto un nuovo tema: il “full-automated”.

FULL-AUTOMATED

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Wenger, ex tecnico dell’Arsenal, ha parlato alla tv della Fifa. Il suo è stato quasi un auspicio. Ha detto che si augura, anzi «crede», che nel 2022, per il Mondiale in Qatar (21 novembre-18 dicembre), sarà pronto questo “full-automated offside”. Un sistema di rilevamento automatico della posizione dei giocatori in campo: lavorando come un Gps, invierebbe immediatamente la posizione di fuorigioco all’orologio del guardalinee (come oggi l’orologio suona al polso dell’arbitro quando la palla supera la linea di porta). “In media, il tempo che dobbiamo aspettare è di circa 70 secondi, a volte un minuto e 20 secondi, a volte un po’ più. Molte esultanze sono cancellate per situazioni marginali”. Guadagnati secondi preziosi sulla determinazione dell’offside, toccherebbe sempre all’assistente interpretare la posizione del giocatore (attiva, passiva…). Di questo “full-automated”, però, non è ancora cominciata la sperimentazione.

SEMI-AUTOMATED

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I test sono invece cominciati per il “semi-automated” all’ultimo Mondiale per club in Qatar a febbraio. Usato “in vitro”, naturalmente, in due partite del torneo. Con risultati positivi, anche se i casi sono stati rari. La differenza con il “full” è che il “semi” trasferisce il segnale della posizione alla cabina del Var, tagliando i tempi dell’individuazione del fuorigioco che poi però andrà valutato, come sempre, dall’occhio umano. Per il “semi” l’obiettivo è dichiarato: Mondiale 2022 in Qatar. Sarebbe il secondo passo dopo il Var introdotto in Russia nel 2018. In teoria la cosa è fattibile, ma i test dovranno cominciare quest’anno per ottenere l’approvazione Ifab nel 2022.

LA TECNOLOGIA

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In ogni caso, la tecnologia si fa sempre più strada nel calcio. Approvata dall’Ifab nel 2012, la Goal-line technology è stata sperimentata alla Coppa del mondo per club dello stesso anno e poi, dopo successivi test, ha debuttato a Brasile 2014. In Serie A è stata introdotta nel 2015-16. Il gol fantasma non esiste più (tranne quando la GLT non viene usata, come nelle ultime qualificazioni mondiali). Dopo la sua elezione alla Fifa nel 2016, il Var è stata una delle prime decisioni del presidente Infantino che ha ottenuto l’ok ai test. Approvazione finale Ifab nel 2018, pochi mesi prima di Russia 2018 dove è stato un successo. I casi di applicazione sono quattro: gol, rigore, espulsione e scambio d’identità. C’è qualcosa da precisare su protocollo e interpretazione arbitrale, ma il calcio è molto più giusto di prima.

FUORIGIOCO, NOVITà

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Tornando al fuorigioco, ma senza tecnologia, è allo studio un nuovo sistema meno “rigoroso”, in linea con le indicazioni del documento Vision di Infantino che spingeva per un calcio più offensivo e con più gol. Si può essere d’accordo o meno, ma è una scelta politica. E questa spettacolarizzazione passa anche per la regola 11 del calcio. Oggi, si sa, basta un piccolo particolare — il famoso naso — per mandare in offside in attaccante. Il sistema allo studio prevede invece che l’attaccante sia in posizione regolare se una parte (utile) del corpo, la testa per esempio, o il piede, siano dietro al penultimo difensore, così regolarizzando l’altra parte del corpo che oggi sarebbe in offside. Un progetto tutto da studiare: la sperimentazione deve ancora cominciare e che, in caso positivo, potrebbe diventare realtà nel 2023.


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